Buttarsi intorno il dolore come un mantello.- Christian Friedrich Hebbel
Buttarsi intorno il dolore come un mantello.
Se non si può pensare completamente un pensiero, a uno pare di perdere una parte del suo io, anzi quasi, come se fosse intimamente legato in qualche posto e se ne fosse tentato invano di liberare. Ogni pensiero è un possesso che bisogna conquistare all'universo, alla potenza che lo tiene stretto.
Se alcuni fossero stati già creati, avrebbero impartito consigli a Dio per la creazione.
L'umanità non si lascia togliere nessun errore che le giova. Crederebbe all'immortalità anche se sapesse il contrario.
La gioia rende l'uomo socievole, il dolore lo allontana dagli altri.
Star seduti in tutti i casi toglie il pericolo di cadere.
Quando tentiamo di mandare via un dolore, lo rendiamo più forte.
Bisognerebbe essere orgogliosi del dolore, ogni dolore ci rammenta il nostro alto livello.
Coltiviamo per tutti un rancore che ha l'odore del sangue rappreso ciò che allora chiamammo dolore è soltanto un discorso sospeso.
E dopo il bagliore del fulmine, il buio della notte profonda, la quiete non quieta del troppo: troppo vedere, troppo soffrire, troppo sapere. Non quiete del sonno, ma della breve morte: quando il dolore è eccessivo, bisogna morire un po' per andare avanti.
Il dolore inerisce alla vita come contrappunto che dà pienezza al fervore d'esistere.
Il dolore non è parte della vita, può diventare la vita stessa.
Parole, frasi, idee, non importa quanto sottili o ingegnose, i voli più folli della poesia, i sogni più profondi, le visioni più allucinanti, non sono altro che rozzi geroglifici cesellati nella sofferenza e nel dolore per commemorare un evento non comunicabile.
Non renderti più gravosi i tuoi mali, non opprimerti con i lamenti: il dolore è leggero se non lo accresci con la tua suggestione.
Ama il dolore perché è mezzo di espiazione.
La conoscenza porta dolore.