L'uomo è il peggior nemico di sé stesso.- Marco Tullio Cicerone
L'uomo è il peggior nemico di sé stesso.
Le grandi cose non si fanno con la forza o con la velocità o con la agilità del corpo, ma con la saggezza, con l'autorità, con il prestigio; delle quali virtù la vecchiaia di solito non solo non è priva, ma anzi ne è arricchita.
In primo luogo il cedere alle circostanze, cioè l'ubbidire alla necessità, è sempre un connotato del saggio.
La giustizia è la gloria suprema delle virtù.
Ignorare quello che è avvenuto prima della nostra nascita equivale a rimanere sempre bambini.
L'uomo non è mai così vicino agli dei di quando fa del bene al proprio prossimo.
Gli uomini sono ben mutati dal loro stato naturale. Sono diventati codardi, vili e striscianti.
Viene la voglia di definire l'uomo come un essere ragionevole che si indispettisce tutte le volte che gli è imposto di agire a seconda dei dettami della ragione.
L'uomo è costretto a fare; la donna può accontentarsi di essere.
Gli uomini di poche parole sono i migliori.
L'uomo ha perso le proprie caratteristiche di linearità, di dirittura, di franchezza, di lealtà e quindi di virilità. E diventato ambiguo come una donna.
L'uomo è sempre invisibile, l'uomo si trova sempre dietro le cose che fa.
Gli uomini invecchiano ma non migliorano.
Il fatto è che gli uomini non dovrebbero mai tentare di dettar legge alle donne. Non sanno mai come farlo e, quando lo fanno, dicono sempre cose particolarmente stupide.
L'uomo autentico vuole due cose: gioco e pericolo. Perciò vuole la donna, come il giocattolo più pericoloso.
L'uomo di retto intendimento e di animo generoso non aggredisce, ma non indietreggia.