La salute del popolo sia la suprema delle leggi.- Marco Tullio Cicerone
La salute del popolo sia la suprema delle leggi.
Il loro silenzio è un'eloquente affermazione.
Amare non è altro che scegliere quello cui ti senti di voler bene, non per bisogno né per utilità alcuna.
In tutte le cose, ai più grandi piaceri è prossima la noia.
C'è malvagità in un'intenzione malvagia, anche se l'atto non viene perpetrato.
La funzione della saggezza è di discriminare tra il bene e il male.
Il popolo freme, sussurra, si accalca, brontola, strepita, acclama, fischia, deride, dileggia, minaccia, ondeggia, schiamazza, si indigna, avanza. E poi torna a casa per cena.
Il destino dei popoli è determinato dal loro carattere e non dai loro governi.
Il popolo è fatto di molti vuoti zeri, cui volentieri s'aggiunge chi si sente una cifra.
Il contrario di un popolo civilizzato è un popolo creatore.
Il popolo deve stare allerta e vigile. Non deve lasciarsi provocare, né lasciarsi massacrare, ma deve anche difendere le sue conquiste. Deve difendere il diritto a costruire con il suo impegno una vita degna e migliore.
Quelli che cercano di guidare il popolo possono farlo soltanto seguendo la plebe.
Se i popoli si conoscessero meglio, si odierebbero di più.
Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione.
La natura dei popoli è prima cruda, poi severa, quindi benigna, appresso delicata, finalmente dissoluta.