La salute del popolo sia la suprema delle leggi.- Marco Tullio Cicerone
La salute del popolo sia la suprema delle leggi.
Prima di dirvi ciò che penso sulla situazione della repubblica, onorevoli senatori, accennerò alle ragioni per cui, dopo aver lasciato Roma, ho deciso di ritornarvi.
Non esiste dovere più indispensabile di quello che impone di restituire una gentilezza.
Le vere amicizie sono eterne.
Chi guarda un vero amico, in realtà, è come se si guardasse in uno specchio.
La parsimonia è un gran guadagno.
Il contrario di un popolo civilizzato è un popolo creatore.
Il popolo freme, sussurra, si accalca, brontola, strepita, acclama, fischia, deride, dileggia, minaccia, ondeggia, schiamazza, si indigna, avanza. E poi torna a casa per cena.
Il destino dei popoli è determinato dal loro carattere e non dai loro governi.
Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli.
Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione.
Come il popolo è l'asino: utile, paziente e bastonato.
Non vi è condizione peggiore per un popolo di quella di divenire soggetto ad un altro popolo.
Chi disse un popolo disse veramente uno pazzo; perché uno mostro pieno di confusione e di errori, e le sue vane opinioni sono tanto lontane dalla verità, quanto è, secondo Ptolomeo, la Spagna dalla India.
Quelli che cercano di guidare il popolo possono farlo soltanto seguendo la plebe.
La natura dei popoli è prima cruda, poi severa, quindi benigna, appresso delicata, finalmente dissoluta.