Il Maestro disse: Non voglio aver nulla a che vedere con chi non si chiede: come fare? come fare?- Confucio
Il Maestro disse: Non voglio aver nulla a che vedere con chi non si chiede: come fare? come fare?
Non c'è uomo che non possa bere o mangiare, ma sono in pochi in grado di capire che cosa abbia sapore.
Sinché un uomo gode della vita, nulla deve disperare: può ad un tratto passare dal più profondo dolore alla massima gioia; dalla massima disgrazia alla più alta felicità.
L'allievo Tse Kung chiese: Esiste una parola che possa esser la norma di tutta una vita? Il maestro rispose: Questa parola è 'reciprocità'. E cioè, non comportarti con gli altri come non vuoi che gli altri si comportino con te.
Il savio ciò che vuole lo cerca in sé; il volgare lo cerca negli altri.
In qualsiasi direzione vai, vacci con il cuore.
Con ordine, affronta il disordine; con calma, l'irruenza. Questo significa avere il controllo del cuore.
Più leggevamo, più in effetti ci sentivamo ignoranti, soli sulla riva della nostra ignoranza, e di fronte a noi il mare.
Essere autentico significa accettare di vedere che si è, ciò che non si è, e non ciò che si immagina di essere osservando il proprio personaggio in uno specchio.
La Chiave è stare nel momento presente, con consapevolezza e gratitudine.
Il coraggio è credere in te stesso. E questo nessuno te lo potrà insegnare.
Pur non vedendo i nostri sorrisi, sapevamo che erano là, e ci consolavano, come fanno da migliaia di anni tutti i sorrisi nel buio della notte con gli abitanti inquieti della terra.
A lungo termine, si avrà successo solo se si sa perché si è riusciti.
Nemmeno quelli che sembrano cambiamenti improvvisi, improvvisi lo sono veramente. D'improvviso c'è solo il momento in cui ne prendiamo coscienza.
La verità non può essere riconosciuta se non ci accorgiamo che assegniamo alle persone e alle cose una condizione di concretezza e di permanenza che in realtà non esiste.
La paura e le bugie intensificano la consapevolezza.