Vedere e ascoltare i malvagi è già l'inizio della malvagità.- Confucio
Vedere e ascoltare i malvagi è già l'inizio della malvagità.
Non temere di restare sconosciuto agli uomini, ma di non conoscerli.
Il Maestro disse: "You, ti insegnerò che cos'è la sapienza: riconosci di sapere quel che sai e di non sapere quello che non sai. Questa è la sapienza".
Fang Chi interrogò il Maestro sulla virtù dell'umanità. Il Maestro disse: "A casa essere rispettosi; nel trattare gli affari essere riverenti e nei rapporti con gli altri essere leali. Persino se si vive tra i barbari non si può rinunciare a queste qualità".
Abbiamo due vite: la seconda inizia quando ci accorgiamo di averne una sola.
In un uomo, osserva la maniera di agire, esamina le sue motivazioni, guarda dove trova appagamento. Non è questo un mezzo sicuro di conoscerlo?
Avete mai sentito le grida che vengono da un macello? Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di quella carne c'è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa ultima paura dell'animale che muore.
Io non chiamo malvagio propriamente colui che pecca, ma colui che pecca o peccherebbe senza rimorso.
C'è malvagità in un'intenzione malvagia, anche se l'atto non viene perpetrato.
Fidarsi di un malvagio è dargli mezzo per nuocere.
La malvagità è un mito inventato dai buoni per spiegare lo strano fascino degli altri.
Se i malvagi prosperano e i più adatti sopravvivono, la natura è il dio dei mascalzoni.
I malvagi sono colmi di pentimento.
Il buono vive in società, il malvagio da solo.
È questa la vera malvagità, non sapere nemmeno che si è malvagi.