A re malvagio consiglier peggiore.- Torquato Tasso
A re malvagio consiglier peggiore.
Ché nel mondo mutabile e leggiero costanza è spesso il variar pensiero.
Nome e senza soggetto idoli sono, ciò che pregio e valore il mondo appella. La fama che invaghisce a un dolce suono voi superbi mortali e par sì bella, è un'eco, un sogno, anzi del sogno un'ombra, ch'ad ogni vento si dilegua e sgombra.
Difesa miglior ch'usbergo e scudo è la santa innocenza al petto ignudo.
Tosto s'opprime chi di sonno è carco, ché dal sonno a la morte è un picciol varco.
Oh nostra folle mente ch'ogn'aura di fortuna estolle!
I malvagi sono colmi di pentimento.
Chi è malvagio nel profondo del cuore, probabilmente la sa lunga.
Anche se l'uomo ha rimosso nell'inconscio i suoi impulsi malvagi e vorrebbe dirsi che non è responsabile di essi, qualcosa lo costringe ad avvertire questa responsabilità come un senso di colpa il cui motivo gli è sconosciuto.
L'uomo è quasi sempre tanto malvagio quanto gli bisogna. Se si conduce dirittamente, si può giudicare che la malvagità non gli è necessaria. Ho visto persone di costumi dolcissimi, innocentissimi, commettere azioni delle più atroci, per fuggire qualche danno grave, non evitabile in altra guisa.
Non si dà malvagità senza qualche parto d'imbecillità.
Avete mai sentito le grida che vengono da un macello? Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di quella carne c'è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa ultima paura dell'animale che muore.
È questa la vera malvagità, non sapere nemmeno che si è malvagi.
È ridicolo non cercare di evitare la propria malvagità, cosa che è possibile, mentre si cerca poi di evitare quella degli altri, cosa che è impossibile.
C'è malvagità in un'intenzione malvagia, anche se l'atto non viene perpetrato.