A re malvagio consiglier peggiore.- Torquato Tasso
A re malvagio consiglier peggiore.
Nome e senza soggetto idoli sono, ciò che pregio e valore il mondo appella. La fama che invaghisce a un dolce suono voi superbi mortali e par sì bella, è un'eco, un sogno, anzi del sogno un'ombra, ch'ad ogni vento si dilegua e sgombra.
Ahi crudo Amor, ch'ugualmente n'ancide l'assenzio e 'l mèl che tu fra noi dispensi, e d'ogni tempo egualmente mortali vengon da te le medicine e i mali!
Chi imparar vuol d'amare, disimpari il rispetto: osi, domandi, soleciti, importuni, al fine involi e se questo non basta, anco rapisca.
Nessuno merita il nome di Creatore, tranne Dio e il poeta.
Ben gioco è di fortuna audace e stolto por contra il poco e incerto il certo e 'l molto.
Il malvagio ha due maniere di nuocere: facendo il male e facendo il bene.
L'uomo è quasi sempre tanto malvagio quanto gli bisogna. Se si conduce dirittamente, si può giudicare che la malvagità non gli è necessaria. Ho visto persone di costumi dolcissimi, innocentissimi, commettere azioni delle più atroci, per fuggire qualche danno grave, non evitabile in altra guisa.
Io non chiamo malvagio propriamente colui che pecca, ma colui che pecca o peccherebbe senza rimorso.
I malvagi sono colmi di pentimento.
È questa la vera malvagità, non sapere nemmeno che si è malvagi.
La malvagità è un mito inventato dai buoni per spiegare lo strano fascino degli altri.
La malvagità è sempre più facile della virtù, perché in tutto prende sempre una scorciatoia.
Vedere e ascoltare i malvagi è già l'inizio della malvagità.
Il buono vive in società, il malvagio da solo.