Dolce è l'ira in aspettar vendetta.- Torquato Tasso
Dolce è l'ira in aspettar vendetta.
Nessuno merita il nome di Creatore, tranne Dio e il poeta.
Avendo trovato tutti i vòlti all'imitazione del Petrarca, solo egli fu il primo ad uscir da questa via, trovando una maniera peregrina, piena non meno di novità che di maestà, "facendo le pose nel mezzo de' versi", e tenendo il lettore sospeso con piacere e con maraviglia.
A re malvagio consiglier peggiore.
Combatta qui chi di campar desia: la via d'onor de la salute è via.
Conosco l'arti del fellone ignote, ma ben può nulla chi morir non pote.
Sempre la vendetta è il godimento di un animo da poco, di un animo pauroso e gretto. Puoi averne subito la prova: nessuno gode della vendetta più della donna.
Vendicarsi di un torto ricevuto è togliersi il conforto di gridare all'ingiustizia.
Vuoi essere felice per un istante? Vendicati! Vuoi essere felice per sempre? Perdona!
Li batteremo arrivando vivi alla fine della guerra, è questa la nostra vendetta.
Se vuoi Capone devi fare così: se lui tira fuori il coltello, tu tiri fuori la pistola. Se lui manda uno dei tuoi all'ospedale, tu mandi uno dei suoi all'obitorio. È così che si fa la guerra a Chicago!
L'astinenza si vendica sempre. Nell'uno produce pustole, nell'altro leggi sul sesso.
Porterò un lama nel posto dove ti sarai messo a dormire e mi assicurerò che urini con abbondanza su tutti i tuoi averi.
Indica ma non vendica i nostri affanni il pianto.
Un uomo che medita la vendetta mantiene le sue ferite sempre sanguinanti.
Per il che si ha a notare che li uomini si debbono o vezzeggiare o spegnere; perché si vendicano delle leggieri offese, delle gravi non possono; sì che l'offesa che si fa all'uomo debba essere in modo che la non tema la vendetta.