Dolce è l'ira in aspettar vendetta.- Torquato Tasso
Dolce è l'ira in aspettar vendetta.
Mai nulla fa chi troppo pensa.
Però che quello, o figli, è vile onore cui non adorni alcun passato orrore.
Nel mondo mutabile e leggero costanza è spesso il variar pensiero.
A re malvagio consiglier peggiore.
Nome e senza soggetto idoli sono, ciò che pregio e valore il mondo appella. La fama che invaghisce a un dolce suono voi superbi mortali e par sì bella, è un'eco, un sogno, anzi del sogno un'ombra, ch'ad ogni vento si dilegua e sgombra.
Non importa come, troverò il modo di mettere le cose a posto.
Un uomo che medita la vendetta mantiene le sue ferite sempre sanguinanti.
La vendetta è un piatto che va magnato freddo. E pure la mortadella, so' due antipasti!
Quando ci si toglie la vita, si vuol far sì che gli altri si disperino. Ma se così facendo crediamo di dar loro soddisfazione, allora la nostra vita ce la teniamo.
Quando siamo colpiti senza ragione, dovremmo colpire a nostra volta per insegnare a chi ci colpisce a non farlo mai più.
Le donne sono sempre ansiose di spingere gli scapoli al matrimonio; è per carità o per vendetta?
L'aforisma è genio e vendetta e anche una sottile resa alla realtà biblica.
Una vendetta di zio noi la contiamo come mezza vendetta di padre: è come se ci avessimo una vendetta di padre in bianco, già eseguita.
Sì, vendetta, tremenda vendetta,Di quest'anima è solo desio...Di punirti già l'ora s'affretta,Che fatale per te tuonerà!
Ci si vendica di una viltà, commettendone un'altra.