Dolce è l'ira in aspettar vendetta.- Torquato Tasso
Dolce è l'ira in aspettar vendetta.
È 'l sonno, ozio de l'alme, oblio de' mali.
Risorgerò nemico ognor più crudo,Cenere anco sepolto e spirto ignudo.
Avendo trovato tutti i vòlti all'imitazione del Petrarca, solo egli fu il primo ad uscir da questa via, trovando una maniera peregrina, piena non meno di novità che di maestà, "facendo le pose nel mezzo de' versi", e tenendo il lettore sospeso con piacere e con maraviglia.
Difesa migliore che usbergo o scudo, è la santa innocenza al petto ignudo.
Chi imparar vuol d'amare, disimpari il rispetto: osi, domandi, soleciti, importuni, al fine involi e se questo non basta, anco rapisca.
La malattia è la vendetta della natura per aver violato le sue leggi.
Chiunque perde una persona desidera vendetta su qualcuno. Su Dio, se non riesce a trovare nessun altro...
La vendetta del sesso è l'amore.
Vendetta e passione. Due delle vostre favorite.
La vendetta non ha preveggenza.
Ecco un grande imbecille al quale vien tolta la sua bella di sotto al naso, e si contenta di piangere e di lamentarsi come un ragazzo: nonostante abbia occhi fulminanti come gli spagnoli, i siciliani e i calabresi, i quali sanno vendicarsi così bene.
Sorgi, vendicatore, dalle mie ossa.
La giustizia non è equità, è vendetta e castigo.
Chiunque, essendo arrabbiato, impone un castigo, non corregge, ma si vendica.