Non può tutto la virtù che vuole.- Dante Alighieri
Non può tutto la virtù che vuole.
E se le fantasie nostre son basse a tanta altezza, non è maraviglia ché sopra 'l sol non fu occhio ch'andasse.
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
Cinque volte racceso e tante casso lo lume era di sotto dalla luna poi ch'entrati eravam nell'alto passo.
È gentilezza dovunqu'è vertute, ma non vertute ov'ella; sì com'è 'l cielo dovunqu'è la stella, ma ciò non e converso. E noi in donna e in età novella vedem questa salute, in quanto vergognose son tenute, ch'è da vertù diverso.
Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m'era dutata la notte ch'i' passai con tanta pièta.
Tra gli uomini c'è una naturale aristocrazia i cui fondamenti sono la virtù e il talento.
L'asceta fa una necessità della virtù.
Se tanto sono gli uomini e allettati dalla bellezza, e disgustati dalla deformità, onde avvien poi, che una gran parte di loro volga le spalle alla virtù, ch'è sì bella; e la faccia al vizio, ch'è sì deforme?
Uomini mediocramente morali hanno scritto eccellenti massime; invece uomini virtuosissimi nulla fecero per far durare la tradizione della virtù.
La virtù non ha padroni: quanto più ciascuno la onora, tanto più ne avrà.
L'unica ricompensa della virtù è la virtù.
Il vizio e la virtù sono dei prodotti, come il vetriolo e lo zucchero.
La virtù rimane il vizio più costoso: e deve rimanerlo.
Qui sono sepolti i resti di chi possedeva bellezza senza vanità, forza senza insolenza, coraggio senza ferocia, e tutte le virtù dell'uomo senza i suoi vizi.
Nessun vizio, però, è connaturale all'uomo, mentre lo è la virtù.