La vita claustrale è una vita da fanatici o da ipocriti.- Denis Diderot
La vita claustrale è una vita da fanatici o da ipocriti.
È facile criticare giustamente; è difficile eseguire anche mediocremente.
Non è necessario conoscere una lingua per tradurla, perché si traduce soltanto per persone che non la conoscono.
La danza è una poesia.
La mancanza di successo è l'unica cosa che faccia dare alle azioni il nome che meritano; perciò l'inettitudine è la sola che soffra di rimorsi.
L'uomo si crede savio quando la sua pazzia sonnecchia.
Non dobbiamo trascurare il ruolo che giocano gli estremisti. Essi sono il pungolo che trattiene la società dall'essere troppo compiacente.
Si parla sempre di "fanatismo cieco", come se ci fosse un fanatismo "chiaroveggente".
Il fanatico è sempre «l'altro», perché il proprio fanatismo è impossibile da riconoscere. Il fanatico è convinto di possedere la verità, e questo gli dà la forza di imporla, in genere usando la violenza. Ciò comporta l'eclissi dell'intelligenza, il trionfo della passione sulla ragione.
Il fanatismo oblitera i sentimenti d'umanità.
Il fanatico è sempre l'altro, perché il proprio fanatismo è impossibile da riconoscere.
È fanatico chi pensa che qualcosa possa essere tanto importante da superare qualsiasi altra.
Chi sopprime le segrete connivenze tra i propri amori e i propri odi diventa un fanatico che incede tra schemi.
La mancanza di un'idea grande e nuova significò sempre una limitazione della forza di combattere. La convinzione del diritto d'impiegare armi anche brutali è sempre connessa con la presenza d'una fede fanatica nella necessità del trionfo d'un nuovo ordine rivoluzionario.
Nel dimostrare ai fanatici che si sbagliano non si deve dimenticare che si sbagliano apposta.
E' una battaglia tra fanatici convinti che il fine, qualunque sia questo fine, giustifichi i mezzi, e noi altri, convinti invece che la vita sia un fine, non un mezzo.