L'infantilismo del pregare: si prega per ciò che comunque si ottiene, anziché per l'irraggiungibile.- Elias Canetti
L'infantilismo del pregare: si prega per ciò che comunque si ottiene, anziché per l'irraggiungibile.
I libri che recensiva li leggeva soltanto in seguito. Così sapeva già quello che ne pensava.
Non ho mai sentito parlare di un uomo che abbia attaccato il potere senza volerlo per sé, e in questo i moralisti religiosi sono i peggiori.
Gli uomini fuggono da chi dice sempre le stesse cose. Ma se uno le dice con sufficiente arroganza, da costui si lasciano dominare.
Solo i desideri miserevoli, quelli superflui, quelli spudorati, vengono esauditi, mentre i grandi desideri degni di un uomo rimangono inesaudibili.
Ognuno dovrebbe vedersi mentre mangia.
Non cercate tanto la forma della preghiera: basta che vi gettiate in ginocchio.
La preghiera deve essere insistente. L'insistenza denota fede.
Niente costa di più di ciò che si è comperato con le preghiere.
Pregare, altro vizio solitario.
Prega meglio chi meglio ama uomini, uccelli e bestie.
Nella preghiera io trascino Dio nella miseria umana, lo faccio partecipe delle mie sofferenze e dei miei bisogni. Dio non è sordo ai miei lamenti mi esaudisce e ha compassione di me. Dio ama l'uomo, ossia soffre delle sventure dell'uomo.
La preghiera non ha bisogno di parole.
Così come le preghiere degli uomini sono una malattia della volontà, le loro credenze sono una malattia dell'intelletto.
Il desiderio della preghiera è già una preghiera.
Quand'anche potessi credere, sarei ancora ben lungi dal poter pregare. Il pregare continuerebbe a sembrarmi il modo più sfacciato di seccare Dio, il peccato più nauseante di tutti, e dovrei intercalare ogni preghiera con lunghi periodi di espiazione.