Vile, veramente vile è solo chi ha paura dei suoi ricordi.- Elias Canetti
Vile, veramente vile è solo chi ha paura dei suoi ricordi.
L'uomo ha sempre ascoltato i passi altrui e certo vi prestava più attenzione che ai propri.
L'uomo, l'animale che si ricorda di quello che uccide.
L'invenzione dell'inferno è la cosa più orrenda, ed è difficile concepire come, dopo questa invenzione, ci si possa ancora aspettare qualcosa di buono dagli uomini.
La caducità delle teorie scientifiche le rende disprezzabili, ma quanto sono caduche le grandi religioni universali, se le misuriamo su ciò che le ha precedute!
Leggendo i grandi autori di aforismi si ha l'impressione che si conoscano tutti bene fra loro.
Per un fiore appassito nel libro dei ricordi rugiada è una lagrima di dolore.
Se non ricordiamo non possiamo comprendere.
Si vive con la speranza di arrivare ad essere un ricordo.
A che serve passare dei giorni se non si ricordano?
Il ricordo della felicità non é più felicità, il ricordo del dolore é ancora dolore.
In fondo si inventa soltanto con il ricordo.
I ricordi vanno messi sotto teca, appesi a una parete e guardati. Senza tentare di rinnovarli. Mai.
Il ricordo è un compromesso: gli uomini si difendono con quello.
Il bar non porta i ricordi ma i ricordi portano inevitabilmente al bar.
Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla ora soltanto per la prima volta.