Nella divinità è più importante ritrovare i nostri vizi che le nostre virtù.- Emil Cioran
Nella divinità è più importante ritrovare i nostri vizi che le nostre virtù.
In un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare.
Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero già trovato un modo qualsiasi di aggirarla.
Ciò che chiamiamo «pessimismo» non è altro che l'«arte di vivere», l'arte di assaporare l'amaro in tutto ciò che è.
Dio non spiega niente, questa è la sua forza. D'altronde si ricorre a lui solo quando non si osa affrontare una realtà e ci si rifugia in una scappatoia. Lui è questa scappatoia.
La libertà è il bene supremo solo per quelli che sono animati dalla volontà di essere eretici.
Chiamiamo vizi quei divertimenti che non osiamo provare.
L'indietreggiare nel senso inverso dei nostri vizi, ci conduce ai vizi opposti.
Nel crimine c'è dell'eroismo, come nella virtù. Il vizio e l'infamia hanno i propri altari e la propria religione.
Se il vostro scopo non è quello di creare virtù eroiche, ma abitudini tranquille; se preferite i vizi ai delitti allora livellate le condizioni e costituite il governo della democrazia.
Usando amore per le persone e odio per i vizi.
Alcuni considerano il vizio una virtù come se il vizio ben fatto fosse esso stesso virtù, mentre una virtù mal fatta fosse l'essenza del vizio.
Que' prudenti che s'adombrano delle virtù come de' vizi, predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov'essi sono arrivati, e ci stanno comodi.
Ogni vizio una condanna ciò che ami poi t'ammazza.
I selvaggi hanno dei vizi. È per mezzo di questi che li conquista più tardi la civiltà.
Quando i vizi ci abbandonano, ci lusinghiamo credendo di averli abbandonati noi.