A vent'anni si tenta la poesia, a cinquanta si pensa che bisognava insistere.- Ennio Flaiano
A vent'anni si tenta la poesia, a cinquanta si pensa che bisognava insistere.
L'italiano ha un solo vero nemico: l'arbitro di calcio, perché emette un giudizio.
L'uomo molto ricco deve parlare sempre di poesia o di musica ed esprimere pensieri elevati, cercando di mettere a disagio le persone che vorrebbero ammirarlo per la sua ricchezza soltanto.
Viviamo in un'epoca in cui la dichiarazione dei redditi sostituisce i rimorsi.
Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura.
C'è gente che eredita la fede, come eredita i terreni, il casato, i titoli nobiliari, il denaro, una biblioteca e il castello. Fede per censo, ereditaria.
La poesia è la luce di un lampo; quando è solo un accostamento di parole diventa semplice composizione.
Lo scopo della poesia è quello di ripristinare il silenzio, la capacità di tacere.
Poesia non compresa. La poesia è una cosa talmente magica che quelli stessi che la fanno sono gli ultimi a capirci qualche cosa.
Poesia è malattia.
Oggi mi sentii poeta. Meditai una poesia, I morti, i morti all'ospedale e i morti in battaglia - i morti d'amore - i morti in campagna....
Ai poeti resta da fare la poesia onesta.
Tutti gli uomini, da Adamo in giù fino al calzolaio che ci fa i begli stivali, hanno nel fondo dell'anima una tendenza alla poesia.
Far poesie è come far l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa.
I poeti non cambiano, ma forse cambiamo noi e dobbiamo fare una strada intima per ritrovare la poesia nella quotidianità.
I poeti che sono la più matta genia da Teocrito in poi, albergarono nelle campagne la innocenza; forse per questo la maggiore parte delle nostre ninfe viene dalla patria degli idilli.