Vivere è diventato un esercizio burocratico.- Ennio Flaiano
Vivere è diventato un esercizio burocratico.
L'infelicità è essa stessa un vizio.
Un giorno il fascismo sarà curato con la psicoanalisi.
Non c'è che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.
Fra trent'anni l'Italia sarà non come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la televisione.
Sei stato condannato alla pena di vivere. La domanda di grazia, respinta.
Che cosa ci si può aspettare da un mondo in cui quasi tutti vivono solo perché non hanno ancora trovato il coraggio di spararsi?
Vivere bene è la miglior vendetta.
Vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai.
Vivere significa stare per il novanta per cento insieme a delle persone che non si possono soffrire.
Comincia a vivere subito e considera ogni giorno come una vita a sé.
Sono quelle notti che ho una voglia incredibile di vivere. Vorrei vedere due o tre film, scrivere, leggere, disegnare, o anche semplicemente guardare fuori dalla finestra. Dormire mi sembra una perdita di tempo. Mi viene voglia di imparare. Qualsiasi cosa, ma imparare.
Ciò che si chiama ragione di vivere è allo stesso tempo un'eccellente ragione di morire.
Quanto più s'impara a non vivere più in istanti, bensì in anni, tanto più nobili si diventa. L'irrequietezza affannosa, il meschino affaccendarsi dello spirito diventano attività grande, tranquilla, semplice e vasta, e subentra la magnifica pazienza.
Così noi viviamo, per sempre prendendo congedo.
Viviamo tutti sotto lo stesso cielo, ma non tutti abbiamo il medesimo orizzonte.