Noi viviamo grazie a Dio, in un'epoca senza fede.- Ennio Flaiano
Noi viviamo grazie a Dio, in un'epoca senza fede.
Nei miei ritratti infantili sempre mi colpisce uno sguardo di rimprovero, che non può essere diretto che a me. Sarei stato io la causa della sua futura infelicità, lo presentiva.
Quando l'uomo non ha più freddo, fame e paura, è scontento.
Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura.
La pornografia è noiosa, perché fa del pettegolezzo su un mistero.
La bellezza di un libro come oggetto non può prescindere dal suo contenuto. Non c'è infatti sopruso maggiore di un libro stupido rilegato lussuosamente.
Un'epoca non più superstiziosa dicono, ma in compenso ipocondriaca.
L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine. Ora stiamo entrando nell'epoca dove ogni azione causa conseguenze.
Sciagurati quei tempi in cui i matti guidano i ciechi!
Le grandi epoche della nostra vita si hanno quando noi abbiamo il coraggio di ribattezzare il nostro male come quel che abbiamo di meglio.
Non diciamo male della nostra epoca, non è più disgraziata delle altre. Non ne diciamo neanche bene. Non ne parliamo. È vero che la popolazione è aumentata.
Ogni epoca abbonda dei propri doni, eppure solo alcune epoche li tramutano in sostanza durevole.
La festa prima della fine, l'orchestra che suona e non smette di suonare, mentre il Titanic affonda, è più che l'immagine di un'epoca: è una metafora della storia, della vita stessa, di ciascuno e di tutti.
Quando un'opera sembra in anticipo sulla propria epoca, significa semplicemente che la sua epoca è in ritardo nei suoi riguardi.
I due punti più deboli della nostra epoca sono la mancanza di principi e la mancanza di immagine.