Noi viviamo grazie a Dio, in un'epoca senza fede.- Ennio Flaiano
Noi viviamo grazie a Dio, in un'epoca senza fede.
Il prossimo è troppo occupato coi propri delitti per accorgersi dei nostri.
A vent'anni si tenta la poesia, a cinquanta si pensa che bisognava insistere.
L'amore comincia quando ci accorgiamo di avere sbagliato ancora una volta.
Viviamo in un'epoca in cui la dichiarazione dei redditi sostituisce i rimorsi.
Vivere è diventato un esercizio burocratico.
Ogni epoca abbonda dei propri doni, eppure solo alcune epoche li tramutano in sostanza durevole.
Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.
Un'epoca non più superstiziosa dicono, ma in compenso ipocondriaca.
I pensatori e i filosofi di tutte le epoche e di tutti i paesi parlano dei loro tempi, come di tempi eccezionalmente scellerati. È logico arguire che gli uomini siano stati scellerati in ogni tempo.
I due punti più deboli della nostra epoca sono la mancanza di principi e la mancanza di immagine.
Più si studia la vita e la letteratura, più si sente con forza che dietro ogni cosa meravigliosa c'è l'individuo, e che non è il momento che fa l'uomo, ma l'uomo che crea l'epoca.
La nostra epoca, senile e cancerogena, è la deviazione multipla di tutti i grandi propositi, opposti o confluenti, dal cui fallimento è sorta l'era con cui sono falliti.
Viviamo in un'epoca che legge troppo per essere saggia, e crede troppo per essere bella.
Viviamo in un'epoca di superlavoro e di sottocultura; un'epoca in cui le persone sono talmente laboriose da diventare completamente stupide. E, sebbene possa sembrare duro a dirsi, non posso fare a meno di dire che gente del genere merita la sua sorte.