È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato.- Ernest Hemingway
È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato.
Ora, nel buio, e senza luci in vista e senza chiarori, e soltanto col vento e la spinta regolare della vela, gli parve di essere già morto, forse. Congiunse le mani e si tastò le palme. Non erano morte e gli bastava aprirle e chiuderle per risuscitare il dolore della vita.
La giusta maniera di fare, lo stile, non è un concetto vano. È semplicemente il modo di fare ciò che deve essere fatto. Che poi il modo giusto, a cosa compiuta, risulti anche bello, è un fatto accidentale.
È il grande inganno: la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano attenti.
Per il momento, riguardo alla morale, so soltanto che è morale ciò che mi fa sentir bene, e immorale ciò che mi fa sentir male dopo che l'ho fatto.
No. È il grande inganno, la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano attenti.
Una speranza, a volte, indebolisce le coscienze, come un vizio.
La speranza è una specie di scarlattina infantile che ci portiamo dietro tutta la vita.
La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai.
Quello che pesa, in questa nostra condizione umana, sono le poche gioie di cui godiamo, o meglio sono le nostre speranze, poiché esse c'incatenano alla vita.
Se uno non spera non troverà l'insperabile, perché esso è difficile da trovare e impervio.
La speranza è come una sorgente luminosa che, posta dinnanzi a tanti specchi, rifrange la sua luce in mille altre luci, si riflette in altrettante speranze quanti sono i desideri e i sogni che ciascuno ha di sé.
La speranza è una pennuta creatura che si posa nell'anima.
Solo per chi non ha più speranza ci è data la speranza.
Oggi, la gente fatica a trovare ciò che è reale. Tutto è diventato così sintetico che un sacco di gente, tutto ciò che vuole è di aggrapparsi alla speranza.
Non c'è speranza senza paura né paura senza speranza.