Il mondo si gioca su tre parole simili: caso, causa, caos.- Fausto Gianfranceschi
Il mondo si gioca su tre parole simili: caso, causa, caos.
Prima regola per guadagnare: non comprare libri che insegnano a guadagnare.
Forse una sola legge basterebbe: è permesso tutto fuorché ciò che ferisce la bellezza.
Scrivo, quindi sono.
Per quanto certe idee siano cattive, le persone che le rappresentano sono peggiori.
Sono un perdente. Qualcuno deve pur farlo.
Questo paese, dove sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l'ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto.
Il mondo è una mazza, come quelle che si usano per suonare i 'gong'. La mazza è sempre la stessa, ma il suono che ne esce è diverso perché sono diversi i piatti che rimbombano. E noi siamo i piatti.
Questo mondo, che è lo stesso per tutti, non lo fece alcuno degli dèi, né alcuno degli uomini, ma è sempre stato ed è e sarà fuoco eternamente vivo, che al tempo dovuto si accende e al tempo dovuto si spegne.
Non c'è più nessuno che voglia cambiare il mondo. Vogliono soltanto possederlo.
Lo dovevamo affogare nella saliva, il mondo.
Io sono naturalmente portato a considerare il mondo come qualcosa di reale e di durevole, che mantiene la sua esistenza anche quando cessa di esser presente alla mia percezione.
Il mondo è bello perché è vario: non c'è detto più popolare, ma non c'è nemmeno detto contro cui si scagliano maggiormente le animosità e i pregiudizi.
Si può conquistare il mondo non solo come capitano, sottomettendolo, ma anche come filosofo, penetrandolo, e come artista, accogliendolo in sé e rigenerandolo.
In una scheggia ci può essere il mondo, ma essa è qualcosa se non è solo una scheggia bensì il mondo.