Come artista, un uomo non ha altra patria in Europa che Parigi.- Friedrich Nietzsche
Come artista, un uomo non ha altra patria in Europa che Parigi.
Ciò che un teologo avverte come vero, non può non essere falso: si ha in ciò quasi un criterio di verità.
Il nostro destino esercita la sua influenza su di noi anche quando non ne abbiamo appresa la natura: il nostro futuro detta le leggi del nostro oggi.
Non attribuiamo particolare valore al possesso di una virtù, finché non ne notiamo la totale mancanza nel nostro avversario.
L'uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo, un cavo al di sopra di un abisso.
Ma che sono alla fin fine le verità dell'uomo? Sono gli errori inconfutabili dell'uomo.
L'artista moderno, mi pare, lavora per esprimere un mondo interiore; in altri termini: esprime il movimento, l'energia e altre forze interiori.
Non bisogna chiedere all'artista più di quanto possa dare, né al critico più di quanto possa vedere.
Soltanto un artista può indovinare il senso della vita.
L'artista è l'unico che racconta le cose senza strumentalizzarle, perché non ne ha bisogno.
Nessun artista ha intenti morali. In un artista un intento morale è un imperdonabile manierismo stilistico.
Non riesco a immaginare come un artista serio possa mai considerarsi soddisfatto del proprio lavoro.
Fra tutti i tipi dell'essere umano, soltanto l'artista si assume la responsabilità di dire che non può lavorare.
La frequentazione quotidiana dei musei, delle biblioteche e delle accademie è, per gli artisti, altrettanto dannosa che la tutela prolungata dei parenti per certi giovani ebbri del loro ingegno e della loro volontà ambiziosa.
I grandi artisti sono quelli che impongono all'umanità la loro particolare illusione.
Un artista è come un melo: quando è giunta stagione comincia a sbocciare e poi a produrre mele.