Tutto ciò che si allontana da noi si rimpicciolisce.- Friedrich Nietzsche
Tutto ciò che si allontana da noi si rimpicciolisce.
Un'anima che si sa amata, ma che da parte sua non ama, rivela la propria feccia, quel che v'è d'infimo, in essa, emerge.
È mia ambizione dire in dieci frasi quello che altri dicono in interi volumi.
L'amore è lo stato in cui l'uomo vede, il più delle volte, le cose così come non sono.
Quanto più in alto sali, tanto più piccolo ti vede l'occhio dell'invidia.
Voi guardate verso l'alto, quando cercate elevazione. E io guardo in basso, perché sono elevato.
Sapete come vi darei epigrammi a non finire? Basta portarmi via, lontano dal mio amore.
Con l'allontanamento dai genitori, o meglio con il vissuto di uno stato di assoluta solitudine, si ha il passaggio dallo stato infantile allo stato adulto.
Sono felice? No, ovvio. Mi manca da morire. Ma non posso fare molto. Proprio perché lo amavo, ho dovuto lasciarlo andare. Vivo guardando avanti. Non so cosa il futuro mi riserverà. Ho paura? Tanta. Ho deciso di vivere giorno dopo giorno.
Il nostro compito principale non consiste nel vedere vagamente in lontananza, ma nel fare ciò che abbiamo chiaramente a portata di mano.
Vicino è meglio che lontano ma non è ancora esserci.
Ci telefoniamo perché solo nel chiamarci a lunga distanza si perpetua il richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti s'è aperta sotto una coppia di esseri umani.
La parola «teenager» era stata inventata da poco, e non gli passò mai per la testa che quella dolorosa, dolcissima sensazione di lontananza dal resto del mondo potesse provarla come lui anche qualcun altro.
La lontananza che rimpicciolisce gli oggetti all'occhio li ingrandisce al pensiero.
Tutti quelli di cui sentiamo la mancanza ci hanno lasciato appena alcune foto, che sono come pezzi di vita congelata nel momento del clic.
Quanto lontana o quanto vicina sei, Ingeborg? Dimmelo, così saprò se tu chiudi gli occhi, quando io adesso ti bacio.