È meglio confessare i propri errori: ci si rtirova più forti.- Gandhi
È meglio confessare i propri errori: ci si rtirova più forti.
In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica.
Solo con la purezza e le buone azioni dei seguaci si può difendere la religione, mai con la contrapposizione a chi professa altre fedi.
Acquistiamo il diritto di criticare severamente una persona solo quando riusciamo a convincerla del nostro affetto e della lealtà del nostro giudizio, e quando siamo sicuri di non rimanere irritati se il nostro giudizio non viene accettato o rispettato.
La vittoria ottenuta con la violenza è equivalente alla sconfitta, perché è momentanea.
Credo nell'assoluta unicità di Dio e, perciò, anche dell'umanità.
La differenza tra uno stolto e uno intelligente è questa: lo stolto ripete sempre lo stesso errore, mentre l'intelligente commette ogni volta un errore diverso.
Meglio un errore fatto da sé, che una verità fatta dagli altri.
Errare è possibile a tutti gli uomini. Ma il saggio, quando ha commesso un errore, non rimane irremovibile e ripara il male che ha fatto. Perseverare nell'errore, infatti, genera ogni sorta di mali.
Oggi si muore per lo più di una specie di buon senso progressivo, e ci si accorge troppo tardi che le sole cose che non si rimpiangono mai sono gli errori commessi.
È già molte volte accaduto nel mondo che un vecchio errore, conosciuto per tale, e come tale mandato in bando, ripresentato poi in capo di certo tempo, fu accolto come eccellente e novissima verità.
Una persona che non abbia mai commesso un errore non ha mai cercato di fare qualcosa di nuovo.
Gli errori, come pagliuzze, galleggiano sulla superficie: chi cerca perle deve tuffarsi nel profondo.
L'errore è la regola; la verità è l'accidente dell'errore.
Il nostro errore più grande è quello di cercare negli altri le qualità che non hanno, trascurando di esaltare quelle qualità che invece realmente possiedono.
Concediti un errore: lo spazio di un errore è uno spazio di crescita.