L'uomo vive di pane e pigiama.- Giorgio Manganelli
L'uomo vive di pane e pigiama.
Un linguaggio è un gigantesco "come se".
L'importante è proporre delle ipotesi. Nessuna attività è più nobile di questa, più degna dell'uomo.
Lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.
La vita è e deve essere un negativo dei sogni.
La sensazione che provocano le casupole infime, sudice, infette, barcollanti tra rigagnoli e immondizie, è stranamente liberatrice: non c'è alcun tentativo di velare, di nascondere, di eludere la fondamentale sporcizia dell'esistere, la sua qualità escrementizia e torbida.
Gola è mantenimento della vita.
Nasce dalla mia sincera passione per il cibo e per la filosofia. Adoro mangiare e per questo non ho mai seguito una dieta, nonostante sia arrivato a pesare anche 156 kg. Inoltre, mi sono sempre dilettato nella lettura dei filosofi: da Platone ad Aristotele, da Cartesio a Kant.
Mangia il Governo, mangia la Provincia; mangia il Comune e il capo e il sottocapo e il direttore e l'ingegnere e il sorvegliante... Che può avanzare per chi sta sotto terra e sotto di tutti e deve portar tutti sulle spalle e resta schiacciato?
Nel regno animale la legge è mangiare o essere mangiati; nel regno umano, definire o essere definiti.
Non mangiare il tuo cuore.
Grandi mangiatori e grandi dormitori sono incapaci di qualsiasi altra cosa che sia grande.
Mangiare, abitudine obbligatoria ma stupida.
Più che mangiare, siamo mangiati dal cibo che ci impongono.
Uno stomaco limitato può andare d'accordo soltanto con una sensibilità limitata, cioè animalesca. L'uomo ispirato dall'etica e dalla ragione ha nei confronti dello stomaco un atteggiamento che consiste nel considerarlo un organo non animalesco, ma umano.
Le mascelle sono il bastone del vecchio.