L'uomo vive di pane e pigiama.- Giorgio Manganelli
L'uomo vive di pane e pigiama.
Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile.
Letteratura. Quando getta via la propria anima trova il proprio destino.
La vita è e deve essere un negativo dei sogni.
Pertanto le dico: si iscriva a Geologia. Vedrà quante metafore le verranno regalate. Non ricordo più cosa sono gli oligocisti: ma quella, mio caro, è letteratura.
Non conosco migliore scuola di anarchia del matrimonio indissolubile.
La sanità degli uomini sta più nell'aggiustato uso della cucina, che nelle scatole e negli alberelli speziali.
Se siete sano, e proviate convulsioni, siate attinente nel mangiare sinattantoche ne svanisca la convulsione: stante che la sua cagione n'è la ripienezza.
A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?
L'anima dell'uomo ha radici nello stomaco. Chiunque scrive molto meglio dopo una bistecca di manzo e una pinta di whiskey che non dopo una tavoletta di cioccolata da cinque cents. Il mito dell'artista morto di fame è una balla.
Mangiare poco, mangiare sano.
L'unico modo di restare in salute è mangiare quello che non si vuole, bere quel che non piace, e fare quello che si preferirebbe evitare.
Il buon cibo è il fondamento della vera felicità.
Prima si dovettero inventare coltello e forchetta, e poi l'umanità imparò a mangiare correttamente.
L'appetito vien mangiando, diceva Angest di Mans, ma la sete se ne va bevendo.
A volte sei tu che mangi l'orso e a volte è l'orso che mangia te.