A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?- Totò
A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?
La diffidenza rende tristi.
Io non so se l'erba campa e il cavallo cresce, ma bisogna avere fiducia.
A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame.
Io sono nato col destino di essere forte, la mia è la forza del destino.
Non si dovrebbe ritornare al cibo altro che quando lo stomaco chiama con insistenza soccorso.
Avvezzatevi a mangiare d'ogni cosa se non volete divenire incresciosi alla famiglia. Chi fa delle esclusioni parecchie offende gli altri e il capo di casa, costretti a seguirlo per non raddoppiar le pietanze.
Faceva onore alla tavola come un uomo condannato da quattro o cinque mesi alla cucina italiana, cioè una delle peggiori cucine del mondo.
Mangio, dunque sono, perché non solo siamo quello che mangiamo, ma se non mangiamo non siamo e non pensiamo.
Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene.
La pace del mondo si farà il giorno in cui le persone avranno cibo sufficiente per mangiare.
Al ristorante il piatto del giorno va bene a condizione di sapere in che giorno è stato preparato.
Ogni uomo in buona salute può fare a meno di mangiare per due giorni; della poesia, mai.
Il mangiare e bere in santa libertà in mezzo ai galantuomini, agli amici, in tempo d'inverno al caldo, al fresco d'estate, dica chi vuole, è un gusto con i baffi.
Se oggi l'uomo non mangia più l'uomo, è unicamente perché la cucina ha fatto dei progressi!