La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante.- Haruki Murakami
La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante.
Il cibo è molto piú importante di quanto la gente pensi.
La barriera tra un sana fiducia in sé stessi e un malsano orgoglio è molto sottile.
Il fatto che io sia io, e non un altro individuo, per me costituisce un patrimonio prezioso. Le ferite spirituali non rimarginate sono il prezzo che gli esseri umani devono pagare per la propria indipendenza. Fondamentalmente è ciò che penso, e quest'idea ha sempre ispirato la mia vita.
L'incerto e fuggitivo bagliore di tante stelle cadenti si mescola alla luce di qualche stella fissa, questo è l'affascinante scenario che emerge dal mondo del jazz.
La vita non è altro che il risultato naturale di un'assurda, e talvolta persino triviale, concatenazione di eventi.
Nessuno sa se per l'uomo la morte non sia per caso il più grande dei beni, eppure la temono come se sapessero bene che è il più grande dei mali. E credere di sapere quello che non si sa non è veramente la più vergognosa forma di ignoranza?
Che cosa è la morte per me? Un grado di più nella calma, e forse nel silenzio.
Conosco l'arti del fellone ignote, ma ben può nulla chi morir non pote.
La morte è certa, la vita no.
È meglio morire svuotandosi che riempendosi, e meglio di fame che d'indigestione.
Ciò che principalmente ti affligge nella morte altrui è la rinnovata visione della certezza della tua.
Quando pensiamo con orrore alla morte, la consolazione più sicura ed efficace che ci è data è sapere che essa ha almeno questo di buono, che è la fine della vita.
La vita fa l'analisi, la morte si incarica della sintesi.
Cosa vorrei sulla mia epigrafe? Data di nascita, data di morte. Punto. Le parole delle epigrafi sono tutte uguali. A leggerle uno si chiede: ma scusate, se sono tutti buoni, dov'è il cimitero dei cattivi?
Bisogna morire molte volte per imparare a vivere.