La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante.- Haruki Murakami
La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante.
Quando si cambia ambiente, anche lo scorrere del tempo e delle emozioni assume improvvisamente una dimensione diversa.
La cosa piú importante, quando si piazzava un calcio ai testicoli, era eliminare ogni esitazione. Attaccare senza pietà, con mossa fulminea e feroce, la parte piú vulnerabile dell'avversario.
L'equilibrio in sé è il bene.
Il cielo era così infinito che a guardarlo fisso dava le vertigini.
Quando le orbite dei nostri satelliti per caso si incrociano, le nostre facce si incontrano. E forse, chissà, anche le nostre anime vengono a contatto. Ma questo non dura che un attimo. Un istante dopo, ci ritroviamo ognuna nella propria assoluta solitudine.
La meditazione della morte non insegna a morire, non rende l'esodo più facile.
Crediamo che la morte ci segua e, invece, ci ha preceduto e ci seguirà. Tutto quello che è stato prima di noi è morte; che importa se non cominci oppure finisci, quando il risultato in entrambi i casi è questo: non esistere.
La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi.
Tutti dicono "Che disgrazia dover morire": strana lagnanza da parte di gente che ha dovuto vivere.
Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica.
La morte è più forte dell'amore, è una sfida all'esistenza.
Nella democrazia dei morti tutti gli uomini sono finalmente uguali. Non vi è né rango né posizione né prerogativa nella repubblica della tomba.
Della morte questo deve essere detto: per lei, non c'è bisogno di scendere dal letto. Ovunque ti capiti di stare, sta sicuro che gratis te la verranno a portare.
Non disprezzare la morte ma accoglila di buon grado perché anch'essa è un ente tra quelli che natura vuole.
Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito...