La fede: una credenza assurda nell'eventualità dell'improbabile.- Henry Louis Mencken
La fede: una credenza assurda nell'eventualità dell'improbabile.
Naturalmente è l'inferno, non il paradiso, che rende potenti i sacerdoti, perché dopo migliaia di anni di cosiddetta civiltà, la paura rimane l'unico comune denominatore dell'umanità.
L'uomo medio non vuole essere libero. Vuole essere sicuro.
La democrazia è la patetica fiducia nella saggezza collettiva di una ignoranza individuale.
Il più disgustoso mascalzone del mondo è l'uomo che, per motivi di decoro e moralità, evita il gioco dell'amore. Egli è uno che pone la sua comodità e sicurezza sopra la più lodevole delle attività filantropiche.
La democrazia è una forma di religione. E' l'adorazione degli sciacalli da parte dei somari.
La fede consiste nella volontà di chi crede.
Fede non è sapere che l'altro esiste, è vivere dentro di lui, calarsi nella pelle dell'amico che passa, che ti interpella come un pugno nello stomaco, non ti lascia tregua, ti ricorda che esisti.
Una fede che non può sopravvivere alla collisione con la verità non lascia molti rimpianti.
Nell'atto di fede c'è sempre un momento in cui bisogna chiudere gli occhi e buttarsi in acqua con cuore intrepido e senza garanzia apparente.
Non credo a chi parla agli altri della propria fede, soprattutto con l'intento di convertire. La fede non ammette di essere raccontata. Deve essere vissuta e allora si propaga da sé.
La fede in noi è così debole che crediamo più facilmente a quanto ci cade sotto gli occhi, che non alle verità che essa ci insegna.
È pericoloso credere e pericoloso non credere.
La fede che nasce su un'onda di paura, non è altro che la schiuma della paura: essa s'alza e s'abbassa con la paura. La vera Fede non sboccia che sullo stelo dell'Amore. Il suo frutto è il Discernimento. Se hai timore di Dio, non amar Dio.
Fede e non fede sono suppergiù la stessa cosa purché facciamo ciò ch'è consueto, utile e accettabile.
Fede significa non voler sapere quel che è vero.