La fede: una credenza assurda nell'eventualità dell'improbabile.- Henry Louis Mencken
La fede: una credenza assurda nell'eventualità dell'improbabile.
L'uomo morente non lotta molto e lui ha poi molta paura. Mentre i suoi alcali si esauriscono egli soccombe ad una stupidità provvidenziale. La sua mente si annebbia. La sua forza di volontà svanisce. Egli si sottomette con dignità. Non gli importa a malapena un fico secco.
Ci vuol tempo per strappare alla fede ed educare nello scetticismo; tempo, e non poco sforzo e lavoro. Soltanto lo scettico della terza generazione è veramente sicuro: suo nonno deve aver accettato il denaro del Demonio quand'era ancora celibe.
La pena per chi ride in tribunale è sei mesi di prigione; se non fosse per questa pena, la giuria non ascolterebbe mai le testimonianze.
L'ingiustizia è relativamente facile da sopportare; quella che proprio brucia è la giustizia.
La democrazia è solo un sogno: dovrebbe essere posta nella stessa categoria dell'Arcadia, di Babbo Natale e del Paradiso.
La fede scava dei buchi: qualcosa deve riempirli.
La fede è certa, più certa di ogni conoscenza umana, perché si fonda sulla Parola stessa di Dio, il quale non può mentire.
Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede.
Ognuno è incline a credere in ciò che desidera, da un biglietto della lotteria ad un passaporto per il paradiso.
È un'estensione dello spirito, un potere inverso oltre che infinito. Negare la fede è confutare se stessi e lo spirito che genera tutte le nostre forze creative.
Se c'è una cosa che non sopporto, è la passività della fede.
Il frutto visibile di una fede viva è la gioia. Anche umanamente, quando c'è il massimo di amore c'è felicità e humor.
Se Dio si manifestasse continuamente all'uomo non vi sarebbe merito alcuno nel credere in lui.
La fede non si può comprendere; il massimo a cui si arriva è poter comprendere che non si può comprendere.
La fede è una luce nera.