La fede: una credenza assurda nell'eventualità dell'improbabile.- Henry Louis Mencken
La fede: una credenza assurda nell'eventualità dell'improbabile.
Il prete è come un bagarino all'ingresso del paradiso.
La coscienza è quella voce interiore che ci avverte della possibilità che qualcuno ci stia guardando.
Naturalmente è l'inferno, non il paradiso, che rende potenti i sacerdoti, perché dopo migliaia di anni di cosiddetta civiltà, la paura rimane l'unico comune denominatore dell'umanità.
Un pessimista è uno che, quando sente profumo di fiori, si guarda in giro per vedere dov'è la bara.
È difficile credere che un uomo dica la verità quando sai bene che al suo posto tu mentiresti.
Fede vuol dire rendere virtuoso il non pensare. Non c'è niente di cui vantarsi.
Tutto quello che vedo mi insegna a credere nel Creatore per tutto quello che non vedo.
Se avessi avuto la fede vera, io a questo mondo non avrei avuto che quella.
La fede porta al cielo. Il sapere a mala pena alla luna.
Con me nel carcer nero ragiona il prigioniero; si scorda gli affanni e pene, e al suon di sue catene cantando va talor.
La fede è la risposta dell'uomo a Dio che gli si rivela e gli si dona, apportando nello stesso tempo una luce sovrabbondante all'uomo in cerca del senso ultimo della vita.
Entrare davvero nel cuore della fede è veramente l'ultimo tabù.
Per il momento non c'è più conflitto tra uomini di ragione e uomini di fede. Siamo tutti in ginocchio.
L'essenza della fede è di essere ciò che l'uomo desidera egli desidera essere immortale, dunque è immortale; egli desidera che vi sia un'essenza che può tutto ciò che per la natura e per la ragione è impossibile, dunque una tale essenza esiste.
La fede incapace di ridere di sé stessa deve dubitare della propria autenticità.