La nostra meta non è mai un luogo, ma piuttosto un nuovo modo di vedere le cose.— Henry Miller
La nostra meta non è mai un luogo, ma piuttosto un nuovo modo di vedere le cose.
Quando ogni cosa è vissuta fino in fondo non c'è morte né rimpianto, e neppure una falsa primavera. Ogni orizzonte vissuto spalanca un orizzonte più grande, più vasto, dal quale non c'è scampo se non vivendo.
La storia del mondo è la storia di pochi privilegiati.
Rimbaud fu un suicida vivente. Tanto più insopportabile per noi.
Il crimine contiene l'enigma, così profondo come la salvezza medesima.
Si può mai ricordare l'amore? È come evocare un profumo di rose in una cantina. Puoi richiamare l'immagine di una rosa, non il suo profumo.
Nelle mete che ci prefiggiamo e a cui tendiamo con grande sforzo, dobbiamo osservare che non c'è nessun vantaggio o che gli svantaggi sono superiori; alcune sono superflue, altre non meritano tanto impegno.
Proponiti una meta da non oltrepassare neppure volendo; allontana finalmente i beni pieni di insidie; sembrano migliori quando si spera di ottenerli che una volta ottenuti.
Suprema e irraggiungibile meta: solo e felice.
Forse bisogna viaggiare prima di capire qual è la meta giusta per noi.
La meta è partire.
La meta, non è che un pretesto.
Non sostate sui labili espedienti, non illudetevi con una tregua momentanea o con compromessi instabili: guardate a quella mèta ideale, fate uno sforzo tenace e generoso per raggiungerla.
Quanto più in alto si punta tanto maggiore il rischio di mancare la meta.
Sia la meta cui giungi il punto onde tu muovi per tendere a nuova meta.