Ciò che il pubblico ti rimprovera, coltivalo: sei tu stesso.- Jean Cocteau
Ciò che il pubblico ti rimprovera, coltivalo: sei tu stesso.
Venezia, metà donna, metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell'Adriatico.
Tutti a Parigi vorrebbero essere attori e nessuno spettatore.
Un poeta ha sempre troppe parole nel suo vocabolario, un pittore troppi colori sulla sua tavolozza, un musicista troppe note sulla sua tastiera.
È difficile vivere senza oppio dopo averlo conosciuto perché è difficile, dopo aver sperimentato l'oppio, prendere sul serio la terra. E se uno non è un santo, è difficile vivere senza prendere sul serio la terra.
La vita è una caduta verticale.
Chi vuol rimproverare gli altri, deve anzitutto viver bene lui e rigar dritto, e poi insegnare a far altrettanto.
Gli unici rimproveri che noi non siamo mai disposti e ricevere, sono quelli che abbiamo meritati.
Rimprovera in modo tale da essere subito un amico.
Ciò che rimproveri agli altri, non farlo tu stesso.
Chiunque cade nel malanno, non rimproveri altri, che se medesimo.
Ascolta il rimprovero dello stolto: è un titolo da re!
Nei miei ritratti infantili sempre mi colpisce uno sguardo di rimprovero, che non può essere diretto che a me. Sarei stato io la causa della sua futura infelicità, lo presentiva.