Dobbiamo credere nella fortuna. Altrimenti come potremmo spiegare il successo di chi non ci piace?- Jean Cocteau
Dobbiamo credere nella fortuna. Altrimenti come potremmo spiegare il successo di chi non ci piace?
Il bello ha l'aria facile, ed è proprio la cosa che il pubblico disprezza.
Tutti a Parigi vorrebbero essere attori e nessuno spettatore.
Un capolavoro è una partita a scacchi vinta con scacco matto.
Ci sono tre misteri che non sono mai riuscito a capire: il flusso e il riflusso delle maree, il regime politico delle api e la logica femminile.
Più la Cina è povera, più è ricca. I suoi filosofi possiedono la pietra filosofale. Non sporcano: patinano. Conoscono il segreto per fabbricare oro con il letame.
Il cane chiuso nel recinto abbaia a quello che scorrazza liberamente.
L'unico rimedio contro l'invidia per gli uomini e le donne comuni è la felicità, e il difficile sta nel fatto che l'invidia è in sé stessa un terribile ostacolo alla felicità.
L'invidia è un cieco che vuole strapparti gli occhi.
L'emulazione genera positività, l'invidia negatività.
L'invidia è il tormento dell'impotenza.
La nostra invidia dura sempre più a lungo della felicità di quelli che invidiamo.
L'esaltazione degli antichi scrittori procede non dalla reverenza per i morti, ma dallo spirito di rivalità e dalla reciproca invidia dei vivi.
Possiamo descrivere il nostro odio, la nostra gelosia, le nostre paure, le nostre vergogne. Ma non la nostra invidia.
Non invidiare chi sembra avere tutto, non ha davvero tutto. Ha ciò che vuole e vive la vita che desidera, ma non ha ciò di cui ha veramente bisogno.
L'invidia è odio, è la base, se non lo zoccolo duro di tutte le psicopatologie. Perché se ti invidio, inevitabilmente voglio il tuo male, e se voglio il tuo male, inevitabilmente voglio il "mio" male.