A meno che un critico abbia il coraggio di lodarti senza riserve, io dico, ignora il bastardo.- John Steinbeck
A meno che un critico abbia il coraggio di lodarti senza riserve, io dico, ignora il bastardo.
C'è una cosa che in prigione s'impara: mai pensare al momento della liberazione, altrimenti c'è da spaccarsi la testa nel muro. Pensare all'oggi, al domani, tutt'al più alla partita di calcio del sabato; ma mai più in là. Prendere il giorno come viene.
È curioso quanto lontana ci risulti una disgrazia quando non ci riguarda personalmente.
La professione di scrivere libri fa apparire le corse dei cavalli un'attività solida, stabile.
Di quale libertà godrebbero uomini e donne, se non fossero continuamente turlupinati e resi schiavi e tormentati dal sesso! Il solo inconveniente di questa libertà è che uno allora non è più un essere umano. È un mostro.
Un regalo, specie se fatto a una donna, non deve essere mai tale che porti a farne un altro.
Tanto le più elevate quanto le più infime forme di critica sono una sorta di autobiografia.
Che sciocca occupazione quella d'impedirci di provare un piacere o farci arrossire di quello che abbiamo provato! È l'occupazione del critico.
Il cattivo critico critica il poeta, non la poesia.
La gente ti chiede una critica, ma in realtà vuole soltanto una lode.
Il censurare e il lodare sono operazioni sentimentali che nulla hanno a che vedere con la critica.
La critica è venefica e benefica.
L'arma della critica non può sostituire la critica delle armi.
Pensare prima di parlare è la parola d'ordine del critico. Parlare prima di pensare è quella del creatore.
Un critico può recensire soltanto il libro che ha letto, non quello che lo scrittore ha scritto.
Il critico ci mostrerà sempre l'opera d'arte in una qualche nuova relazione con la nostra epoca. Lui ci ricorderà sempre che le grandi opere d'arte sono cose vive sono, infatti, le sole cose vive.