Un uomo si giudica dai suoi nemici non meno che dai suoi amici.- Joseph Conrad
Un uomo si giudica dai suoi nemici non meno che dai suoi amici.
È privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta la bella continuità di speranze che non conosce pause o introspezioni.
Viviamo come sogniamo, soli.
La gente ha una grande opinione sui vantaggi dell'esperienza. Ma sotto un certo profilo, esperienza significa sempre qualcosa di spiacevole, in contrasto con il fascino e l'innocenza delle illusioni.
La vita, per essere piena e reale, deve contenere la preoccupazione del passato e dell'avvenire in ogni attimo del fuggevole presente; il lavoro quotidiano deve essere compiuto per la gloria dei trapassati e per il benessere dei posteri.
Soltanto nella nostra attività troviamo la salutare illusione di un'esistenza indipendente dall'universo intero, del quale tuttavia costituiamo soltanto una parte trascurabile.
Gli uomini si giudicano meglio dal basso verso l'alto che dall'alto in basso.
Un uomo si giudicherebbe con ben maggiore sicurezza da quel che sogna che da quel che pensa.
Quando si è troppo giovani non si può giudicare bene, e neppure quando si è troppo vecchi.
Non giudichiamo senza proposito delle cose più grandi.
L'uomo giudica tutto dal minuto presente, senza comprendere che giudica solo un minuto: il minuto presente.
Non si possono giudicare gli uomini dal volto: essi si conoscono bene solo alla prova.
Ciascuno giudica bene ciò che conosce, e solo di questo è buon giudice.
È proprio perché uno non sa fare una cosa, che ne è il miglior giudice.
Giudica un uomo dalle sue domande, piuttosto che dalle sue risposte.
Non esiste condizione più favorevole per giudicare obiettivamente gli uomini di quella di chi abbia superato i cinquant'anni e non abbia figli.