La fede coglie la verità molto prima dell'esperienza.- Khalil Gibran
La fede coglie la verità molto prima dell'esperienza.
Le generazioni future impareranno l'uguaglianza dalla povertà e l'amore dalla sofferenza.
Accetterai un cuore che ama, ma mai si sottomette? E che arde, ma mai si strugge? Ti sentirai tranquilla con un'anima che trepida prima della tempesta ma mai vi si arrende?
Quando volgi le spalle al sole non vedi che la tua ombra.
Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.
Quanto dolore arrecano al cuore dello sventurato le prediche del fortunato! E quant'è austero il forte quando s'erge a consigliere dei deboli!.
Tanto va la fede alla vita (alla vita reale, s'intende, con ciò che essa ha di più precario), che alla fine questa fede si perde.
Quando la fede è forte può spostare delle montagne. Ma è anche cieca, e per questo vi seppellisce sotto le cose migliori.
Nella fede l'adesione non è causata dal pensiero, ma dalla volontà.
Se lo scientismo è qualcosa, esso è la fede cieca e dogmatica nella scienza. Ma questa fede cieca nella scienza è estranea allo scienziato autentico.
Che cos'è l'uomo più felice senza la fede? Un fiore in un bicchiere d'acqua, senza radici e senza durata.
La fede in noi è così debole che crediamo più facilmente a quanto ci cade sotto gli occhi, che non alle verità che essa ci insegna.
La conoscenza è fatta di una materia più dura di quella della fede sicché, quando si urtano, è la fede a spaccarsi.
La fede non esiste mai senza cultura.
La fede passa attraverso un rapporto umano diretto, non è un qualcosa che si impara dai libri.
La fede incapace di ridere di sé stessa deve dubitare della propria autenticità.