Chi non perdona al linguaggio non perdona alla cosa.- Karl Kraus
Chi non perdona al linguaggio non perdona alla cosa.
Dolorosissimo ritratto del progresso: un leone, abituato alla cattività e restituito alla savana, si mette ad andare su e giù come davanti alle sbarre.
Gli artisti hanno il diritto di essere modesti e il dovere di essere vanitosi.
Hanno la stampa, hanno la Borsa, ora hanno anche il subconscio!
Secondo le più recenti ricerche il subconscio sembra essere una specie di ghetto dei pensieri. Ora molti di essi hanno nostalgia di casa.
I bambini giocano ai soldati. Ciò è comprensibile. Ma perché i soldati giocano a fare i bambini?
Il linguaggio umano sembra essere un fenomeno unico, senza analogie significative nel mondo animale.
Il linguaggio è l'armonia della mente umana; a un tempo contiene i trofei del passato e le armi per future conquiste.
Non c'è modo di azione, né forma di emozione, che noi non condividiamo con gli animali inferiori. È solo attraverso il linguaggio che siamo superiori a loro, o l'un l'altro attraverso il linguaggio, che è il padre e non il figlio del pensiero.
Il limite del linguaggio si mostra nell'impossibilità di descrivere il fatto che corrisponde a una proposizione (che è la sua traduzione) senza appunto ripetere la proposizione.
Il linguaggio è la madre, non l'ancella del pensiero.
Il linguaggio è un impoverimento del pensiero.
La funzione del linguaggio non è quella d'informare, ma di evocare.
Il linguaggio è la veste del pensiero.
Un linguaggio è un gigantesco "come se".