Un linguaggio è un gigantesco "come se".- Giorgio Manganelli
Un linguaggio è un gigantesco "come se".
Già il fatto che un libro sia un romanzo non depone a suo favore, è un connotato lievemente losco, come i berretti dei ladruncoli, i molli feltri dei killers, gli impermeabili delle spie.
Finché c'è al mondo un bimbo che muore di fame, fare letteratura è immorale.
Un lettore professionista è in primo luogo chi sa quali libri non leggere.
L'ebreo è esule: e noi crediamo di non esserlo?
Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile.
Il linguaggio è l'armonia della mente umana; a un tempo contiene i trofei del passato e le armi per future conquiste.
Il linguaggio opera interamente nell'ambiguità, e la maggior parte del tempo non sapete assolutamente nulla di ciò che dite.
Il linguaggio è la casa dell'essere e nella sua dimora abita l'uomo.
Il linguaggio è un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare, giungi allo stesso punto da un'altra parte, e non ti raccapezzi più.
Il linguaggio è un impoverimento del pensiero.
Il linguaggio è la madre, non l'ancella del pensiero.
Non c'è modo di azione, né forma di emozione, che noi non condividiamo con gli animali inferiori. È solo attraverso il linguaggio che siamo superiori a loro, o l'un l'altro attraverso il linguaggio, che è il padre e non il figlio del pensiero.
Il linguaggio umano sembra essere un fenomeno unico, senza analogie significative nel mondo animale.
Chi non perdona al linguaggio non perdona alla cosa.