Della nostra storia nulla vive se non raccontato (cantato).- Lalla Romano
Della nostra storia nulla vive se non raccontato (cantato).
La sapienza è qualcosa di superiore alla filosofia, non so se in senso religioso, ma essa è per me il massimo che possa esserci nell'uomo.
Nel silenzio si cerca di capire.
Il materialismo non è meno nobile dello spiritualismo; anzi, di più perché non pretende di esserlo.
Si parla di amicizia quando c'è una certa comunione, affinità di gusti e si sta bene insieme. Ci sono amicizie che possono avere dei limiti. La vera amicizia, credo, sia abbastanza rara. Considero amici solo quelli che in qualche modo mi sono stati maestri, perché mi hanno insegnato qualcosa.
Silenzio come pienezza, non povertà. Dal silenzio nasce sia l'attesa che l'appagamento.
La storia non progredisce in base a principi democratici: avanza per mezzo della violenza.
Una burla che i vivi giuocano ai morti.
Tutti i nodi furono tagliati dalla nostra spada lucente e la vittoria africana resta nella storia della patria, integra e pura, come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano.
La storia non si ripete. Sono gli storici che si ripetono.
Gli anni di storia personale sono come i secoli tempestosi, tristi, demoniaci della Storia universale. Passati tumultuosi, come se fossero i ricordi, come se fossero la memoria del mondo, mi separano e ci separano dall'inizio.
La storia come banco da mattatoio.
Nella storia contano anche i fatti non avvenuti.
La storia, si capisce, è tutta un'oscenità fin dal principio.
In realtà non c'è nessuna storia dell'umanità, c'è soltanto un numero illimitato di storie, che riguardano tutti i possibili aspetti della vita umana. E uno di questi è il potere politico.
Non si conosce a fondo una scienza finché non se ne conosce la storia.