Della nostra storia nulla vive se non raccontato (cantato).- Lalla Romano
Della nostra storia nulla vive se non raccontato (cantato).
La morte è il riconoscimento della fraternità, della comune natura filiale. Forse è la strada per accogliere l'idea di creazione divina che mi riesce tanto difficile.
Ama il prossimo tuo come te stesso: ama la tua morte come la tua vita.
Quando si è sordi, si sentono suoni e rumori che non ci sono.
Solo i miracoli sono reali, solo le favole sono vere.
Silenzio come pienezza, non povertà. Dal silenzio nasce sia l'attesa che l'appagamento.
Le persone veramente grandi nella storia non hanno mai voluto essere grandi per loro stesse. Tutto quello che volevano era la possibilità di fare del bene per gli altri e di essere vicine a Dio.
Il fatto è che il processo storico non consiste nella soluzione di un ben definito set di problemi: nel processo storico la soluzione stessa d'un problema crea altri problemi.
Qualsiasi cosa tranne la storia, perché la storia è sempre sbagliata.
La storia distilla soltanto i ricordi positivi.
Tutti i libri storici che non contengono menzogne sono mortalmente noiosi.
La storia non ha mai insegnato niente a nessuno, altrimenti non ci troveremmo nei guai in cui ci troviamo.
Nella storia della Champions c'è un solo club e un solo allenatore che erano sul tre a zero e hanno perso la finale.
Il problema della storia dell'uomo è che non porta da nessuna parte se non verso la morte sicura dell'individuo, e questa è una cosa brutta e monotona, una semplice questione di nettezza urbana.
Spesso lo storico è soltanto un giornalista voltato all'indietro.
Ogni storia è una storia infinita.