Della nostra storia nulla vive se non raccontato (cantato).- Lalla Romano
Della nostra storia nulla vive se non raccontato (cantato).
Quando il male passa, perdoniamo Dio.
Come per la scrittura, anche la pittura fa una selezione. Lo scrittore la fa nella memoria e nel vocabolario, il pittore la fa nella memoria dell'arte e nella natura stessa, scegliendo secondo la propria sensibilità.
Il materialismo non è meno nobile dello spiritualismo; anzi, di più perché non pretende di esserlo.
Silenzio come pienezza, non povertà. Dal silenzio nasce sia l'attesa che l'appagamento.
Ama il prossimo tuo come te stesso: ama la tua morte come la tua vita.
La storia è sempre differente da quello che è capitato.
Per non far conoscere la storia non serve più bruciare i libri, basta far passare la voglia di leggere.
La storia non è il terreno della felicità. I periodi di felicità sono in essa pagine vuote.
I leoni di Traù sono stati distrutti; ma ecco che, distrutti, sono, come non mai, divenuti simbolo vivo e testimonianza certa. Solo uomini arretrati ed incolti possono illudersi che, demolendo le pietre, si cancelli la storia.
La storia ci insegna che gli uomini e le nazioni si comportano più saggiamente una volta che hanno esaurito tutte le alternative.
La storia è una camera di rianimazione ed è facile sbagliare dose e mandare all'altro mondo i pazienti che si devono salvare.
La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzio dell'antichità.
La storia è nostra e la fanno i popoli.
Uomini e popoli sono frumento per la storia che li macina, al momento fa male e per terra restano macchie di sangue, poi si ascigugano e il pane che viene fuori è buono.
Non ci può essere nessuna storia del passato così come questo veramente accadde. Ci possono essere solo interpretazioni storiche, e nessuna di questa è definitiva, e ogni generazione ha il diritto di crearsi le sue proprie interpretazioni.