Sono un carciofino sott'odio.- Leo Longanesi
Sono un carciofino sott'odio.
Se c'è una cosa che in Italia funziona è il disordine.
Cercava la rivoluzione e trovò l'agiatezza.
Non credeva in Dio, credeva nella comodità di credere in Dio.
Non interessarsi dell'arte può essere un male, ma interessarsene con cattivo gusto può essere peggio.
Il socialismo è lirico, il comunismo epico; la differenza è tutta qui.
Sono nato non per partecipare all'odio ma per partecipare all'amore.
L'uomo comincia a non odiare il suo prossimo soltanto quando tra lui e il suo prossimo può esserci almeno un muro di mezzo.
Io odio e amo. Ma come, dirai. Non lo so, sento che avviene e che è la mia tortura.
L'odio che parla solo attraverso gli sguardi, è sofferenza.
Quando l'odio diventa codardo, se ne va mascherato in società e si fa chiamare giustizia.
L'odio è un liquore prezioso, un veleno più caro di quello dei Borgia; perché è fatto con il nostro sangue, la nostra salute, il nostro sonno e due terzi del nostro amore. Bisogna esserne avari.
Finché si odia si ama ancora.
L'odio è un tonico, fa vivere, ispira vendetta; invece la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza.
Non ho mai odiato un uomo a tal punto da restituirgli i gioielli ricevuti in regalo.