Sono un carciofino sott'odio.- Leo Longanesi
Sono un carciofino sott'odio.
L'italiano non lavora, fatica.
Non bisogna appoggiarsi troppo ai principi perché poi si afflosciano.
Non è necessario esser dei geni; ci si può accontentare di una mediocrità, tanto mediocre, da star fuori del comune.
La mia fantasia è inceppata: ho bisogno di un piccolo dispiacere.
Il paradosso è il lusso delle persone di spirito, la verità è il luogo comune dei mediocri.
L'odio per l'odio esiste. L'arte per l'arte è nella natura, più che non si creda. Si odia. Bisogna pur far qualche cosa.
Odio la televisione. La odio quanto odio le noccioline: però non posso fare a meno di mangiare noccioline.
Dio mio se avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l'arrivo del sole.
Quando l'odio diventa vile si mette in maschera, va in società e si fa chiamare giustizia.
L'odio deve rendere produttivi, altrimenti è più intelligente amare.
In pista non esiste bianco o nero, ma solo veloce o lento. Non conta nient'altro. Né il colore, né il denaro e neanche l'odio.
L'odio è soltanto un difetto dell'immaginazione.
L'odio è il rimpianto del perduto amore.
L'odio è un tonico, fa vivere, ispira vendetta; invece la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza.
Soffrirai profondamente, fratello mio, quando scoprirai quanti nostri simili sono contagiati dall'odio anche fra i nostri amici, anche fra i nostri parenti, te l'ho detto.