Il dolore ci conduce per mano alla soglia della vita eterna.- Léon Bloy
Il dolore ci conduce per mano alla soglia della vita eterna.
Il ricco è un cattivo povero, uno straccione troppo puzzolente di cui le stelle hanno paura.
Chi mette da parte un po' di denaro è simile a un uomo che si fa costruire un sepolcro in un luogo asciutto al riparo dai vermi.
Per l'uomo che prega molto non esistono disperazione né amara tristezza.
Non si può essere ed essere stati. Ma si! Non si può essere stati imbecilli ed esserlo tuttora.
Di due dolori che insorgono contemporaneamente, ma non nello stesso luogo, il più violento soffoca l'altro.
È probabile che i tormenti del martirio li sentono più acutamente gli astanti. I tormenti sono illusori. La prima sofferenza è l'ultima sofferenza, perché le lesioni successive si perdono nell'insensibilità.
Quei soli che capiscono tutta l'amarezza dei dolori di spirito possono consolare gli afflitti.
Lieve è il dolore che permette di prendere una decisione.
Il dolore è la tranquillità ricordata con sentimento.
La musica mi trasporta in un mondo in cui il dolore non smette di esistere, ma si allarga, si placa, diventa insieme più calmo e più profondo, come un torrente che si trasforma in lago.
Il più piccolo dolore nel nostro mignolo ci preoccupa e c'infastidisce di più della distruzione di milioni di nostri simili.
L'uomo molto giovane è un animale ribelle al dolore.
L'accettazione è il primo passo per superare una delusione. Il dolore nasce sempre dal desiderio che le cose siano diverse da come sono.
I più grandi dolori sono quelli di cui noi stessi siamo la causa.