Audentis fortuna iuvat, piger ipse sibi obstat.- Lucio Anneo Seneca
Audentis fortuna iuvat, piger ipse sibi obstat.
L'unico tempo certo è quello passato.
L'uomo più potente è quello che è padrone di se stesso.
Innanzi tutto è più facile respingere il male che governarlo, non accoglierlo che moderarlo una volta accolto, perché, quando si è insediato da padrone in un animo, diventa più forte di chi dovrebbe governarlo e non si lascia troncare ne rimpicciolire.
Noi siamo l'uno per l'altro un teatro sufficientemente grande.
Ogni criminale è il boia di se stesso.
È una cosa schifosa la fortuna. La sua falsa rassomiglianza col merito inganna gli uomini.
Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: Buon viaggio!
Se potessi, mi piacerebbe scrivere un enorme enciclopedia riguardante solo le parole fortuna e coincidenza.
Anche la più sfacciata fortuna deve pur finire col sottomettersi al coraggio mai stanco della filosofia, come la più tenace città all'assedio senza tregua di un nemico.
Alcune persone vorrebbero che la loro fortuna fosse imburrata.
La fortuna fa come il baro nel giuoco: fa vincere qualche volta, per allettare gli altri.
La natura ci tradisce, la fortuna cambia, un dio guarda dall'alto tutte queste cose.
Sono convinto che la fortuna la devi creare. La devi prendere al volo per riuscire a fare nella vita quello che davvero vuoi.
Fortuna è il nome che diamo al successo altrui.
Non si è mai tanto fortunati o tanto sfortunati quanto si pensa.