Certe abitudini si possono più facilmente troncare che moderare.- Lucio Anneo Seneca
Certe abitudini si possono più facilmente troncare che moderare.
Io sono un uomo e non considero nulla che sia umano estraneo a me.
Niente ci appartiene, solo il tempo è nostro.
Non invidiamo quelli che stanno più in alto: quelle che sembravano vette si sono rivelate dirupi.
I dolori leggeri concedono di parlare: i grandi dolori rendono muti.
Bisogna mirare alla libertà. E c'è un solo modo per ottenerla: l'indifferenza verso la sorte.
L'abitudine è una grande sordina.
Forme pietrificate e ormai irriconoscibili della nostra prima felicità, del nostro primo orrore, queste sono le abitudini.
È grande la forza dell'abitudine.
L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione.
L'abitudine viene spesso scambiata per amore.
L'abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce a poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza, e quando scopriamo d'averla addosso ogni fibra di noi s'è adeguata, ogni gesto s'è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.
Ci si rammarica della perdita delle peggiori abitudini, forse più di ogni altra cosa. Sono in effetti una parte così essenziale della nostra personalità.
Per conforto al misero e catena al piede del fortunato, il buon Dio creò giustamente l'abitudine.
L'abitudine è una seconda natura che distrugge la prima.
In genere le catene dell'abitudine sono troppo leggere per essere avvertite finché non diventano troppo pesanti per essere spezzate.