Dovremmo scegliere i nostri governanti guardando le loro biblioteche.- Mauro Corona
Dovremmo scegliere i nostri governanti guardando le loro biblioteche.
Il successo non viene mai perdonato, viene chiamato fortuna da chi ne è privo.
Dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere.
Usciva mezzo addormentato dal lenzuolo rosa dell'alba e si stendeva sulle punte dei monti circostanti.
Abbiamo talmente terrore delle disfatte che quelle bugie, all'inizio pateticamente campate per salvare la faccia, piano piano il nostro cervello le elabora, le fa sue, le modifica fino a farle diventare verosimili.
La forza per vivere te la danno gli altri. Gli altri possono lasciarti senza forza.
Abbiamo l'ambizione di cambiare l'Italia, non di cambiare il governo.
La forza dei governi è inversamente proporzionale al peso delle imposte.
Ovunque il popolo non ha proprietà onde esistere, il governo è monarchico o aristocratico. Ovunque il popolo può esistere di sua proprietà il governo è suscettibile di democrazia.
Ogni nazione ha il governo che si merita.
Nei mutamenti di governo i poveri spesso non cambiano che il nome del padrone.
Il governo migliore è quello che governa meno, perché il suo popolo si disciplina da solo.
Fra 30 anni l'Italia non sarà come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la TV.
Circa il governare non v'ha pur troppo che due partiti veramente savi, o astenersi dal governo, sia pubblico sia privato, o amministrarlo totalmente a vantaggio proprio e non de' governati.
Il governo non può dipendere che dal popolo per la sua sopravvivenza e per la sua autorità.
Il miglior modo di essere sicuri che il governo non abusi del potere è di non garantirglielo in primo luogo.