Noi dovremmo piangere per gli uomini alla loro nascita, non alla loro morte.- Montesquieu
Noi dovremmo piangere per gli uomini alla loro nascita, non alla loro morte.
Il sorteggio per via di sorte è proprio per natura della democrazia; quello per via di scelta, dell'aristocrazia.
Ci sono molte persone che considerano necessario soltanto il superfluo.
Una nobile fierezza si addice alle persone che hanno grandi talenti.
L'avarizia. È così sciocca che non sa neppure contare.
Un uomo che insegna può facilmente diventare ostinato, perché fa il mestiere di uno che non ha mai torto.
Non ci si può mai preparare abbastanza alla morte. Altre azioni possono essere ripetute, si possono ritentare se non riescono la prima volta. Non è così con la morte: essa avviene una volta sola e non c'è alcuna possibilità di ripeterla perché riesca meglio.
Nella morte vi sono molti più incontri che separazioni.
La morte stessa non è, per chi vi rifletta, cosa così seria come il matrimonio.
Si muore troppo facilmente. Dovrebbe essere molto più difficile morire.
Il segreto credo che sia non pensare la morte è la fine, ma pensarla piuttosto come un modo molto efficace di ridurre le vostre spese.
La morte è così poco temibile che proprio per merito suo non dobbiamo temere nulla.
In viva morte morta vita vivo!
A tutto si rimedia fuorché all'osso del collo scavezzato, e la morte non la si scappa quando l'ora è arrivata.
Un sillogismo: gli altri muoiono; ma io non sono un altro; dunque non morirò.
La morte, se somiglia allo spegnersi di una luce non mi spaventa: tutt'al più mi scoccia. L'unica cosa che mi spaventa è il dolore.