Noi dovremmo piangere per gli uomini alla loro nascita, non alla loro morte.- Montesquieu
Noi dovremmo piangere per gli uomini alla loro nascita, non alla loro morte.
I vizi che vengono dal fatto che non ci si stima abbastanza non sono in minor numero di quelli che vengono dal fatto che ci si stima troppo.
Un uomo che insegna può facilmente diventare ostinato, perché fa il mestiere di uno che non ha mai torto.
L'avarizia. È così sciocca che non sa neppure contare.
Non vorremo morire. Ogni vita è una successione di idee che non si vorrebbe interrompere.
È stato detto molto bene che se i triangoli facessero un Dio, gli darebbero tre lati.
Essere ricordati dopo morti non è che una magra ricompensa per essere stati trattati con disprezzo quando eravamo in vita.
Ci sono diecimila e più porte attraverso cui l'uomo può uscire di scena.
Se sei consapevole della morte, essa non arriverà come una sorpresa, non ne sarai preoccupato. Percepirai che la morte è esattamente come cambiarsi d'abito e, di conseguenza, in quel momento riuscirai a mantenere la tranquillità mentale.
Si dice che muore giovane chi è tanto giovane e saggio.
Tu non sai quanto la morte li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione, una cosa saputa, ma s'illudono che cambi qualcosa.
Se la morte non fosse una forma di soluzione, i viventi avrebbero già trovato un modo qualsiasi di aggirarla.
La morte, se somiglia allo spegnersi di una luce non mi spaventa: tutt'al più mi scoccia. L'unica cosa che mi spaventa è il dolore.
E la morte passò con la nuda falce a produrre tanti vuoti nelle nostre già sparute schiere di sopravvissuti.
Questo paese sconosciuto da cui nessun viaggiatore è tornato.
Chi vive nella libertà ha un buon motivo per vivere, combattere e morire.