La fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna piú.- Nicolai Lilin
La fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna piú.
La paura ti fa spuntare gli occhi anche sulla schiena, mentre il terrore ti rende cieco.
Non è il titolo che fa l'uomo importante, ma è l'importanza dell'uomo che rende onore al titolo.
Bisognava rispettare tutti gli esseri viventi, categoria in cui non rientravano i poliziotti, la gente legata al governo, i bancari, gli usurai e tutti coloro che avevano tra le mani il potere del denaro e sfruttavano le persone semplici.
Solo chi apprezza veramente la vita e la libertà, e combatte fino in fondo, merita di vivere libero.
Nessuna forza politica, nessun potere imposto con una bandiera vale tanto quanto la libertà naturale di una singola persona.
Bisogna riconoscere che non ci può essere speranza di appagamento permanente dei sensi. Nel migliore dei casi, la felicità che si deriva da un buon pasto può durare soltanto finché non si è affamati di nuovo.
La pigrizia è madre. Ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.
Se non hanno pane, che mangino brioches!
Ho fame anch'io e non soltanto di te.
Nell'anno del Signore, 1314, patrioti scozzesi, affamati e soverchiati nel numero, sfidarono il campo di Bannockburn. Si batterono come poeti guerrieri. Si batterono come scozzesi. E si guadagnarono la libertà.
La malattia rende la salute piacevole e buona, la fame la sazietà, la fatica il riposo.
Principio e fine di ogni bene è la soddisfazione del ventre, e al ventre si riporta tutto ciò che è superfluo e ogni marchingegno umano.
Se non puoi nutrire un centinaio di persone, allora nutrine solo una.
Dobbiamo riconoscere che non può esserci speranza alcuna di gratificare i sensi in modo permanente. Nel migliore dei casi, la felicità che deriviamo dalla consumazione di un buon pasto può durare solo fino alla prossima volta che siamo affamati.
Se vedi un affamato non dargli del riso: insegnagli a coltivarlo.