Quando l'uomo non ha più freddo, fame e paura, è scontento.- Ennio Flaiano
Quando l'uomo non ha più freddo, fame e paura, è scontento.
Ha una tale sfiducia nel futuro che fa i suoi progetti per il passato.
Spesso la donna italiana è cuoca in salotto, puttana in cucina e signora a letto.
La castità è il miraggio degli osceni.
La crisi della cultura. C'è sempre stata: Shakespeare non sapeva il greco e Omero non sapeva l'inglese.
La vita quotidiana è così affidata al caso ch'io non solo ne ho paura ma anche ribrezzo.
Non mangiare abbastanza non è necessariamente la strada per la santità. Quante visioni dell'eternità sono nate dal basso livello di zuccheri nel sangue?
Una tazza di caffè e una sigaretta, perché fare zazen? e da qualche parte c'è chi sta combattendo con spaventose carabine, le mani incrociate sul petto, le cinture appesantite dalle granate, in preda alla sete, alla fame, al terrore, alla pazzia.
Tre malattie vi erano anticamente: il desiderio, la fame e la vecchiaia; dal macello del bestiame altre novantotto ne conseguirono.
Se non puoi nutrire un centinaio di persone, allora nutrine solo una.
La fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna piú.
Non è l'anima ossessionata ma il corpo affamato a creare un reietto.
Mangiavo come se non avessi mai più dovuto rivedere del cibo.
Cane affamato non teme bastone.
La fame è ospite fissa nella casa dell'uomo pigro.
Dobbiamo riconoscere che non può esserci speranza alcuna di gratificare i sensi in modo permanente. Nel migliore dei casi, la felicità che deriviamo dalla consumazione di un buon pasto può durare solo fino alla prossima volta che siamo affamati.