Quando l'uomo non ha più freddo, fame e paura, è scontento.- Ennio Flaiano
Quando l'uomo non ha più freddo, fame e paura, è scontento.
Mai epoca fu come questa tanto favorevole ai narcisi e agli esibizionisti. Dove sono i santi? Dovremo accontentarci di morire in odore di pubblicità.
Sono offeso da come va il mondo dalla volgarità delle masse.
Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.
Non c'è che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.
La religione è finita. Non c'è più nessuno che si vanti di aver portato a letto una suora.
La Fame è la compagnia dell'uomo inoperoso.
Nell'anima degli affamati i semi del furore sono diventati acini, e gli acini grappoli ormai pronti per la vendemmia.
Erano gli anni in cui erravo affamato per le strade di Christiania, quella strana città da cui non riesci a fuggire prima che t'abbia impresso il suo marchio.
La fame uccide la generosità, azzoppa il coraggio.
Cane affamato non teme bastone.
Ecco ciò che Gesù esige da noi, non ha bisogno affatto delle nostre opere, ma soltanto del nostro amore, perché questo Dio stesso che dichiara di non aver bisogno di dirci se ha fame, non ha esitato a mendicare un po' d'acqua dalla Samaritana.
Un bel discorso non è mai bastato ad acquietare gli stomachi vuoti.
La continua intenzione di iniziare una nuova vita, senza però trovare mai il tempo per farlo, è come l'uomo che rimanda di mangiare e bere un giorno dopo l'altro finché non arriva a morire distrutto dalla fame.
Tre malattie vi erano anticamente: il desiderio, la fame e la vecchiaia; dal macello del bestiame altre novantotto ne conseguirono.
La pigrizia è madre. Ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.