La forma sublime del disprezzo è il perdono.- Nicolás Gómez Dávila
La forma sublime del disprezzo è il perdono.
Grande scrittore è quello che intinge in inchiostro infernale la penna che strappa dall'ala di un arcangelo.
Non è la sensualità che allontana da Dio ma l'astrazione.
Per poter essere civilizzato l'uomo deve fingere di esserlo. La capacità di ipocrisia dà la misura della capacità di incivilimento di un popolo.
Quanto più gravi sono i problemi, tanto maggiore è il numero di inetti che la democrazia chiama a risolverli.
Non parlo di Dio, per convertire qualcuno, ma perché è l'unico tema di cui valga la pena parlare.
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.
Che i nostri figli possano perdonarci...
Negli ospedali la missione delle suore, dei medici, degli infermieri, è di collaborare a questa infinita misericordia, aiutando, perdonando, sacrificandosi.
Amare e perdonare non è proprio dell'uomo: è proprio di Dio o della donna.
Per un uomo che vive senza il perdono nel cuore, vivere è punizione peggiore di morire.
Bisogna perdonare tante piccolezze che, volere o no, possono accadere. Non giunga mai la sera senza che tutto sia accomodato.
Si perdonano coloro che ci hanno offeso perché così il conto torna: un'offesa ciascuno. Ma quest'ultima è mortale.
I soldati si mettono in ginocchio quando sparano, forse per chiedere perdono dell'assassinio.
Il perdono è l'ornamento dei forti.
L'accettazione, la tolleranza e il perdono. Queste sono lezioni che cambiano la vita.