La morte viveva in me e mi abbandonò per andare a vivere in un altro corpo.- Octavio Paz
La morte viveva in me e mi abbandonò per andare a vivere in un altro corpo.
La saggezza non sta nella stasi né nel cambiamento, ma nella loro dialettica.
Un pessimista è un uomo che guarda entrambi i lati della strada prima di attraversare in un senso unico.
La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare.
La memoria è un presente che non finisce mai di passare.
Nessun popolo crede nel suo governo. Tutt'al più, la gente è rassegnata.
In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
I poeti danno molta importanza alla morte e alle afflizioni esteriori, ma le sole tragedie sono le sconfitte dell'anima e l'unica epopea è l'ascesa trionfante dell'uomo verso la divinità.
Non è vero che la morte ci giunge come un'esperienza in cui siamo tutti novellini, come dice Montaigne. Tutti prima di nascere eravamo morti.
Nulla atterrisce quanto la distanza. Voi potreste essere morta ed io non lo saprò abbastanza presto per morire.
Non si può scegliere il modo di morire. E nemmeno il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.
Ogni sera, quando vado a dormire, muoio. E la mattina dopo, quando mi sveglio, sono rinato.
Non c'è spazio per la Morte.
Ciò che più ci rattrista della morte di un conoscente è il ricordarci che presto o tardi toccherà pure a noi.
Il mio primo film era così brutto, che in sette stati americani aveva sostituito la pena di morte.
Conosco l'arti del fellone ignote, ma ben può nulla chi morir non pote.