Le guerre stesse sono viaggi, viaggi di nazioni.- Paul Morand
Le guerre stesse sono viaggi, viaggi di nazioni.
Guai a chi non sa viaggiare.
Esiste una tecnica delle ferie, ma nessuno ce l'ha insegnata; dai nostri genitori abbiamo imparato a calcolare quel che l'ozio ci fa perdere, non quello che ci fa guadagnare. Oggi, dobbiamo imparare di nuovo a rilassarci. È un mestiere come un altro; una vocazione, anche.
Le automobili ci hanno permesso di riscoprire quegli spazi che separano una città dall'altra.
Leggere, scrivere, è dovere; viaggiare, è potere.
Dai nostri genitori abbiamo imparato a calcolare quel che l'ozio ci fa perdere, non quello che ci fa guadagnare. Oggi, dobbiamo imparare di nuovo a rilassarci. È un mestiere come un altro; una vocazione, anche.
Per distruggere l'inevitabilità delle guerre è necessario distruggere l'imperialismo.
Gli anni a venire non conosceranno mai l'inferno ribollente e l'oscuro ambiente infernale, gli innumerevoli drammi minori e i retroscena della guerra di secessione ed è meglio che sia così.
Mai credere in una guerra corta e felice o che chiunque si imbarchi in uno strano viaggio possa prevedere le insidie e gli uragani che incontrerà.
Facciamo la guerra per poter vivere in pace.
I vantaggi della guerra, se ce né qualcuno, sono solo per i potenti della nazione vincente. Gli svantaggi ricadono sulla povera gente.
Solo la guerra porta al massimo di tensione tutte le energie umane e imprime un sigillo di nobiltà ai popoli che hanno la virtù di affrontarla.
La guerra è un ossessione dei vecchi, che mandano i giovani a combatterla.
Chi, essendo in guerra col mondo, è in pace con se medesimo, può essere felice; ma non può non essere infelicissimo chi, essendo in guerra con se medesimo, sia in pace col mondo.
Nelle assemblee va bene la lingua, ma in guerra valgono di più le mani.
La guerra, questa giustificazione della stupidità umana.