La virtù non ha padroni: quanto più ciascuno la onora, tanto più ne avrà.- Platone
La virtù non ha padroni: quanto più ciascuno la onora, tanto più ne avrà.
Ma badate bene, cittadini, che non sia questa la cosa più difficile, ossia sfuggire alla morte, ma che molto più difficile sia sfuggire alla malvagità. Infatti, la malvagità corre molto più veloce della morte.
Ho sognato una donna, bella e avvenente, tutta vestita di bianco, che mi si è avvicinata e mi ha detto: «Socrate, fra tre giorni, tu sarai nei felici campi di Ftia.»
Gli uomini saggi parlano perché hanno qualcosa da dire; gli sciocchi perché devono dire qualcosa.
La direzione nella quale l'educazione di un uomo lo avvia, determinerà la sua vita futura.
Il buon giudice non deve essere giovane, ma anziano, uno che ha appreso tardi che cosa è l'ingiustizia, senza averla sentita come personale e insita nella sua anima, ma per averla studiata, come una qualità altrui, nelle anime altrui.
La virtù è più perseguitata dai tristi che amata dai buoni.
Certi vizi sono più noiosi della stessa virtù. Soltanto per questo la virtù spesso trionfa.
Il delitto coronato dal successo prende il nome di virtù.
La virtù rimane il vizio più costoso: e deve rimanerlo.
Le virtù annoiano, le qualità lasciano indifferenti, i vizi rendono interessanti.
Tutti i vizi, quando sono di moda, passano per virtù.
La virtù cresce osando, tardando la paura.
Le tre virtù cardinali del perfetto uomo di mondo, e cioè la bruttezza decorativa, la stupidità dolce, l'ignoranza sicura.
Una virtù che dona è la virtù più nobile.
La virtù più salda evita i rischi.