La virtù non ha padroni: quanto più ciascuno la onora, tanto più ne avrà.- Platone
La virtù non ha padroni: quanto più ciascuno la onora, tanto più ne avrà.
Egli, o uomini, è più saggio di tutti voi, perché ha imparato, come Socrate, che la sua saggezza non vale nulla.
L'anima se ne sta smarrita per la stranezza della sua condizione e, non sapendo che fare, smania e fuor di sé non trova sonno di notte né riposo di giorno, ma corre, anela là dove spera di poter rimirare colui che possiede la bellezza.
La bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l'infinito.
L'anima non porta niente con sé nell'altro mondo tranne la propria educazione e cultura; e questo si dice che sia il più grande servizio oppure il torto più grande che si possa fare ad un uomo morto, proprio all'inizio del suo viaggio.
Ciascuno si sospetta dotato di almeno una delle virtù cardinali.
Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza.
Dalla virtù e non dalla malvagità vengono gli onori.
Non dalla ricchezza deriva la virtù, ma dalla virtù la ricchezza e ogni altro bene.
Senza il coraggio, tutte le altre virtù perdono valore.
Tutte le virtù sono aspetti dell'amore e anche tutti i vizi sono aspetti dell'amore. Le virtù sono manifestazioni di un amore che è vivo e sano. I vizi sono i sintomi di un amore malato perché rifiuta di essere se stesso.
Virtù non luce in disadorno ammanto.
Bisogna tendere non ai discorsi sulla virtù, bensì alle opere e alle azioni virtuose.
L'umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi.
La virtù sta nel mezzo, tra due vizi opposti, ben lontana da entrambi.