Coloro che sanno vincere sono molto più numerosi di quelli che sanno fare buon uso della vittoria.- Polibio
Coloro che sanno vincere sono molto più numerosi di quelli che sanno fare buon uso della vittoria.
L'inferno inutile ai savi è necessario all'insensata plebe.
Un buon generale non solo vede le strade della vittoria, ma sa anche quando la vittoria è impossibile.
Non esistono testimoni tanto terribili, né accusatori tanto implacabili quanto la coscienza che abita nell'animo di ciascuno.
Le masse popolari sono incoerenti, piene di riottosi desideri, passionali e imprevigenti delle conseguenze; devono essere riempite di paura per tenerle a bada. Per questo gli antichi ben fecero ad inventare gli dei e l'idea della punizione dopo la morte.
Così il CAI Centrale si limita a «riconoscere a Bonatti il giusto merito per l'apporto alpinistico da lui dato alla vittoria del K2»... E chi mai, fin dall'inizio, ne aveva dubitato? Risultò insomma, tout court, una finta, assurda e persino ridicola revisione storica.
Abbiamo perso di vista una delle massime fondamentali della guerriglia: la guerriglia vince se non perde. L'esercito convenzionale perde se non vince.
Essere d'accordo su un compromesso dà al perdente l'illusione di avere vinto.
Mi piace la puzza di ascelle al mattino. Sa come di vittoria.
Al vincitore non si chiederà se abbia raccontato o no la verità. Nei preparativi e nell'inizio di una guerra non è il fatto di avere ragione che conta ma la vittoria.
Il rugby è uno sport straordinario, l'unico dove la vittoria passa sempre dalle mani del compagno.
La pace ha le sue vittorie, non meno celebri di quelle della guerra.
La vittoria ha cento padri ma la sconfitta è orfana.
Stiamo vivendo un'epoca tremenda, in cui pare che abbia trionfato l'ateismo, ossia il demonio.
Il giorno in cui smetti di correre, è il giorno in cui vinci la gara.