Perdonare quelli che si sottomettono e sconfiggere i superbi.- Virgilio
Perdonare quelli che si sottomettono e sconfiggere i superbi.
Lasciateci migliorare la vita attraverso la scienza e l'arte.
D'Italica forza possente sia la stirpe di Roma.
Sono il pio Enea, noto per fama oltre i cieli, e con la flotta mi porto appresso i Penati scampati al nemico. Cerco la patria Italia e gli avi miei, nati dal sommo Giove.
La fame dà i cattivi consigli.
L'anima muove tutta la mole del mondo.
Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono.
Constatare che non si è dimenticato ciò che è successo non significa che non si è perdonato.
Piuttosto perdonare un brutto piede che delle brutte calze.
Non sono perfetto. So che ho ancora cose su cui devo lavorare, e sto lavorando su di esse. Ci sono cose che ho fatto di cui non sono orgoglioso, soprattutto quando hanno causato dolore agli altri. Chiedo a Dio che mi perdoni.
Sentirsi perdonare le proprie manchevolezze non è meno piacevole che perdonarle agli altri. Per un attimo intravidero le immense possibilità del bene.
Tutti hanno bisogno di perdonare in certi momenti, per ristabilire la pace e continuare a vivere insieme.
Noi siamo tutti impastati di debolezze e di errori: perdonarci reciprocamente le nostre balordaggini è la prima legge di natura.
La società perdona spesso il delinquente, non perdona mai il sognatore.
Madre comune d'ogni popolo è Roma e nel suo grembo accoglie ognun che brama farsi parte di lei. Gli amici onora; perdona a' vinti; e con virtù sublime gli oppressi esalta ed i superbi opprime.
Il perdono è una cosa tra loro e Dio, io provvedo ad organizzare l'incontro.