La diffidenza più che sfiducia preconcetta è prudenza lungimirante.- Roberto Gervaso
La diffidenza più che sfiducia preconcetta è prudenza lungimirante.
Il malato più incurabile è quello immaginario.
I veri atei sono coloro che credono in Dio per abitudine.
Le coppie fedeli non sanno quel che perdono.
Chi pensa con la testa altrui difficilmente rischia di essere messo in minoranza.
I limiti della ragione sfuggono anche alla ragione. Come le sue possibilità.
Dopo l'11 settembre il dialogo è più che necessario: per svuotare i giacimenti di odio e di diffidenza che rischiano di avvelenare gli animi, di alimentare il terrorismo.
Diffida di tutto, tranne di quello che ti dice il tuo cuore.
Si comincia a diffidare delle persone molto avvedute, quand'esse si mostrano imbarazzate.
Diffidate di una donna che vi dice la sua vera età. Una donna che vi dice ciò, vi dice tutto.
Io leggo assai poco, soprattutto perché sono così diffidente che non credo a una parola di quello che dicono i giornali.
Il Duce diffidava non di me, ma delle mie idee che erano quasi sempre in contrasto con le sue. Fui sempre leale con lui, quando lo difesi e quando sentii il dovere di combatterlo.
Basta un briciolo di perspicacia per diffidare delle proprie idee senza per questo affidarsi alle idee altrui.
Diffida di tutti coloro che ti amano troppo senza conoscerti a fondo e senza nessun motivo visibile.
Diffidare (continuamente e sistematicamente, senza vacillare nemmeno per un attimo) richiede uno sforzo enorme e anche un suo allenamento.
Una diffidenza moderata può esser savia: una diffidenza oltrespinta, non mai.