È cosa egregia imparare a morire.- Lucio Anneo Seneca
È cosa egregia imparare a morire.
È vivo chi è utile a molti, è vivo chi fa buon uso di sé stesso; quelli che si nascondono, immobili nel loro torpore, stanno in casa loro come in una tomba.
Sgobba per fare di te stesso una persona notevole per un talento o per l'altro.
Ogni favore bisogna ricambiarlo con lo stesso spirito con cui è fatto, senza considerarne l'entità, ma la volontà che lo ha originato.
Lasciamo ai pigri e ai vili le vie piane e sicure: i valorosi salgono alle vette.
Gli uomini oggetto di invidia sono destinati a scomparire: alcuni verranno eliminati, altri cadranno. La prosperità è inquieta: si tormenta da sé.
"So che morirò, ma non ci credo". Dice Jacques Madaule. Lo so ma non ne sono intimamente persuaso. Se ne fossi persuaso completamente certo non potrei più vivere.
E poi morire non è nulla. E' solo finire di nascere.
Darei la vita per non morire.
Morire: smettere improvvisamente di peccare.
La morte è questo: la completa uguaglianza degli ineguali.
La morte è ciò che la vita ha sinora inventato di più solido e sicuro.
Una singola morte è una tragedia, un milione di morti è una statistica.
Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.
Si può sopravvivere a tutto al giorno d'oggi tranne che alla morte, e si può far dimenticare ogni cosa eccetto una buona reputazione.
Come uomini siamo uguali davanti alla morte.