È cosa egregia imparare a morire.- Lucio Anneo Seneca
È cosa egregia imparare a morire.
Nessun male è grande se è l'ultimo.
Avere amici tutti sarebbe faticoso: è sufficiente non averli nemici.
Il valore, quando è sfidato, si moltiplica.
Seguite questa sana e salutare regola di vita: concedete al corpo solo quanto basta a mantenerlo in salute.
Il delitto coronato dal successo prende il nome di virtù.
La morte, questo fiero sergente, è severa nella sua custodia.
In ogni addio c'è un'immagine della morte.
Una donna stende il bucato nel silenzio. La morte è senza vento.
Io sono decisamente antimorte. Dio sembra essere sotto ogni profilo promorte. Non vedo come potremmo andare d'accordo sulla questione, lui e io.
La morte non è altro che il sonno del bambino che si addormenta sul cuore della mamma. Finalmente la notte dell'esilio sarà tramontata per sempre, ed entreremo nel possesso dell'eredità dei Santi nella luce.
La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.
La morte non è la più grande perdita nella vita. La più grande perdita è ciò che muore dentro di noi mentre stiamo vivendo.
La morte è solo l'inizio del secondo tempo.
Nulla possiamo dire "nostro" eccetto la morte.
Il sogno è un fenomeno misterioso, è l'unica via che ha l'uomo di incontrare le persone scomparse, parlare con loro, provare forti emozioni, fino a piangere con loro.