Il cimitero è pieno di grandi uomini di cui il mondo non poteva farne a meno.- Lev Tolstoj
Il cimitero è pieno di grandi uomini di cui il mondo non poteva farne a meno.
Il successo non è mai dipeso e non dipenderà mai né dalla posizione, né dall'armamento, né dal numero, ma, in ogni caso, men che mai dalla posizione. E da che cosa, allora? Dal sentimento che c'è in me, in lui, in ogni soldato.
L'uomo ha ricevuto direttamente da Dio l'unico strumento per conoscere se stesso e la propria relazione con l'universo: questo strumento è la ragione, e nient'altro.
La schiavitù della donna consiste nel fatto che alcuni vogliono e ritengono conveniente sfruttarla come uno strumento di piacere.
Dopo una breve ma sincera lotta fra il tentativo di organizzare la sua vita secondo i propri criteri, e la rassegnata sottomissione alle circostanze, Rostov scelse quest'ultimo partito e si abbandonò completamente a quella forza.
La caccia non è una forma naturale della lotta per l'esistenza, ma un ritorno volontario allo stato selvaggio.
Colui il quale ha sentito il soffio della Morte alitare presso il suo volto, guarda la Vita con occhi diversi.
L'uomo morendo salda tutti i debiti.
La morte è solo l'inizio del secondo tempo.
Tutti dicono "Che disgrazia dover morire": strana lagnanza da parte di gente che ha dovuto vivere.
Guardando un cadavere, la morte mi sembra una partenza. Il cadavere mi dà l'impressione di un vestito smesso. Qualcuno se n'è andato e non ha avuto bisogno di portare con sé quell'unico vestito che indossava.
L'importante è che la morte mi colga vivo.
L'angoscia e il dolore. Il piacere e la morte non sono nient'altro che un processo per esistere.
Se la fama giunge solo dopo la morte, che aspetti.
La morte è il male più grande, perché recide la speranza.
Davanti a uno che muore, la parola vivere suona oscena.